“Il Pd non sarà mai stampella del M5S”

I consiglieri Pd all’attacco di Nogarin snocciolano quelle che secondo loro sono state le promesse disattese da coloro che da 19 mesi sono alla guida della città

di letizia

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“Come Partito democratico non saremo mai una stampella dell’attuale amministrazione comunale, in quanto abbiamo una diversa visione della politica“. Con queste parole ha aperto il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Pietro Caruso la conferenza stampa, a cui oltre ai consiglieri hanno partecipato anche i segretari Bacci e Bellandi, convocata dalla sua parte politica per “affermare pubblicamente che le promesse fatte dal sindaco Nogarin non si traducono poi in fatti concreti”. A questo punto il capogruppo ha snocciolato quelle che secondo il Pd sono state le promesse disattese da coloro che da 19 mesi sono alla guida della città: a cominciare dalla partecipazione, “Parlano tanto di coinvolgimento dei cittadini – ha dichiarato Caruso – ma in realtà non lo mettono in pratica, basti pensare alla questione della rotatoria di Piazza Giovine Italia”. Il capogruppo è tornato anche sul tema che ha tenuto banco in questi giorni, la presidenza del Consiglio comunale, che si è portato dietro qualche strascico polemico: “Il sindaco parla di Pd che deve morire, invece la realtà dei fatti è un’altra – ha continuato Caruso – noi abbiamo saputo del candidato per la presidenza solo a Consiglio iniziato, è giusto però dire che dai pentastellati ci era arrivata l’offerta di una vicepresidenza. È una carica che a noi non interessa e che non siamo in alcun modo disponibili a coprire, vista anche l’arroganza mostrata dalla maggioranza. Diremo no quindi, nonostante le richieste, a qualsiasi incarico istituzionale ”. Anche sul tema del lavoro dal Pd non usano certamente toni teneri con la maggioranza: “ Non ci risulta che l’amministrazione abbia riportato il lavoro a Livorno – è stato ancora l’attacco del capogruppo – difatti ancora oggi non è stato presentato un progetto per riportare l’occupazione nella nostra città”. Così come non vengono usate parole meno severe riguardo il sociale dove “avevamo chiesto di studiare per un anno la situazione e abbiamo visto solo tagli”. “A ottobre Nogarin ci aveva detto che avrebbe presentato il piano di ristrutturazione dell’ospedale di viale Alfieri e ancora non abbiamo visto niente”, e sulle tasse “dicevano che sarebbero state abbattute e invece hanno portato per tutti l’addizionale comunale allo 0,85%”. Immancabile il riferimento alla gestione delle società partecipate e in particolare ad Aamps: “Qualche problema se lo sono trovato, è vero – ha ammesso Caruso – ciò non toglie che in poco più di un anno e mezzo Aamps abbia cambiato quattro amministratori e che ora stiamo aspettando che si insedi il quinto. In questi mesi non è stato fatto nulla per l’azienda dei rifiuti e di 10 milioni promessi da Nogarin a fine anno ne sono arrivati solo 2. In questo modo non potrà essere pagata la moratoria Rosi e con questi soldi il servizio non potrà andare avanti”. Per Yari De Filicaia “in assenza di discussioni condivise la riflessione sulla vicepresidenza viene senz’altro meno” e poi ha rilanciato che “serve un reale cambio di passo, cercando di affronatre i veri problemi della città e se questo non avverrà forse sarebbe meglio che qualcuno inizi a pensare di cambiare mestiere”. Argomento al centro dell’attenzione in questi giorni è stata poi la presunta divisione all’interno dello stesso Pd, che tuttavia dal gruppo consiliare si sono affrettati subito a smentire: “ Da qualcuno vengono rappresentati contrasti che non esistono – è la spiegazione di Marco Ruggeri – mi pare singolare continuare a parlare di questo”. E anche l’ex candidato sindaco non ha risparmiato critiche all’amministrazione: “Stiamo assistendo a una gestione delle istituzioni fatta interamente dai 5 stelle in casa loro. Siamo di fronte – è la polemica di Ruggeri che ha come bersaglio Nogarin– a uno che vuole stare a galla in tutti modi, di Livorno infatti non gli importa niente, è da oltre due mesi che non presenta un atto, ci troviamo davanti a una persona che non ha nessuna etica di fare il sindaco. Prima di fare la morale al Pd bisognerebbe accorgersi che la maggiore forza di opposizione – è la provocazione – sono i fuoriusciti dal Movimento 5 stelle”.

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