Fasulo: “Così recuperiamo il teatro di villa Mimbelli”

di letizia

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Qual è lo stato di salute, intesa nel senso più ampio del termine, della cultura livornese? E’ stato questo il filo conduttore del dibattito, promosso dal Pd (il primo di quattro appuntamenti, leggi qui) che si è svolto il 9 ottobre alla Bottega del Caffè, moderato dal senatore del Pd Marco Filippi, a cui hanno partecipato il sindaco Filippo Nogarin, l’assessore alla cultura Serafino Fasulo, il musicista Marco Lenzi e lo scrittore Simone Lenzi. “L’intenzione di questi incontri – ha spiegato Filippi – è quello di provare ad avere un confronto che vada al di là delle appartenenze partitiche su temi sensibili”. Per Marco Lenzi, vicino a Buongiorno Livorno, la città deve ripartire da zero dopo la nuova fase che si è aperta: “Livorno negli anni si è imbruttita, anche a causa della crisi: il porto è diventato inaccessibile, non c’è più niente, è stata costruita Porta a mare ma non ho capito ancora che funzione abbia. Porta a terra è invivibile, luoghi come le Terme del Corallo, la Casa della cultura o il teatro di Villa Mimbelli sono chiusi da anni”.
Secondo Simone Lenzi invece Livorno deve smettere di essere un’isola: “La campagna elettorale è finita, le elezioni sono passate, ora è il momento di vedere ciò che sarà fatto, mettendo a tacere le sterili polemiche. Dobbiamo essere in grado di tessere rapporti anche fuori Livorno: ciò può valere per il teatro ma anche per il resto della cultura livornese, dobbiamo reinventarci, fare marketing territoriale”.
L’assessore Fasulo ha posto invece il problema del rapporto che i livornesi hanno con i monumenti e le opere della città. “Perché qualsiasi cosa è deteriorata? Magari monumenti o installazioni artistiche potranno non piacere non ritengo però che sia giusto danneggiarli. La nostra città ha luoghi bellissimi e alcuni di questi potrebbero essere recuperati in breve tempo”. Uno potrebbe essere il teatro di Villa Mimbelli: secondo quanto ha riferito Fasulo la società Garden Club che gestisce Harborea potrebbe mettere a disposizione parte del ricavato dei biglietti per il recupero del teatro. “Stiamo progettando – ha aggiunto l’assessore – un recupero della città basandoci sull’esistente. Per esempio la nuova amministrazione sta pensando a un progetto di lungo periodo riguardo alla Sala degli archi della Fortezza nuova, al momento è l’unica cosa che possiamo fare visto che le fortezze sono ancora proprietà del demanio” .
Tuttavia c’è una realtà che preoccupa il responsabile alla cultura: l’istituto Mascagni al quale con la modifica delle Province verrà meno l’appoggio economico dell’ente che finanziava insieme al comune il conservatorio dove insegnano 60 docenti e studiano 600 aspiranti musicisti.

Piccola contestazione al sindaco Nogarin – È stata poi la volta del primo cittadino che ha parlato di come Livorno stia vivendo un periodo di enorme difficoltà. “Manca la coesione per uscire dalla crisi anche culturale della città. Dovremo fare una riflessione e cercare di fare un passo avanti indipendentemente dalle appartenenze politiche. Questa è la maggiore difficoltà che ho provato nei primi quattro mesi da sindaco, sto durando fatica, quando poi apriamo i cassetti e troviamo…”.
Dalla sala allora qualcuno chiede che cosa abbia trovato e gli animi per un momento sembrano accendersi e all’indirizzo del sindaco arriva anche un ‘Buffone’, dopo qualche attimo di tensione Nogarin può riprendere a parlare e chiarire ciò che stava dicendo: “Nei cassetti abbiamo trovato situazioni difficili con le banche e con i lavoratori delle partecipate da rinegoziare. Non voglio addossare colpe ad alcuno ma ciò che ho ereditato è il frutto di scelte sbagliate. Chiedo però che si possa fare qualcosa di nuovo insieme per il bene della città tralasciando la divisione politica”.

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