Uso totem in farmacia: è scontro in Comune

di letizia

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All’ordine della seduta congiunta, di ieri mercoledì 10 febbraio, della seconda e della quinta commissione c’era la discussione sulle farmacie, dopo la scadenza del protocollo d’intesa stipulato in via sperimentale tra Comune, Asl e FarmaLi nel 2010, che prevede la possibilità da parte dei cittadini di poter fare prenotazioni, pagamenti dei ticket e stampa dei referti medici. Per queste prestazioni tuttavia, come hanno spiegato le responsabili dell’Asl, non è previsto per le farmacie alcun rimborso, se non a titolo forfettario, per l’acquisto di fogli e di toner. “A oggi infatti il solo rimborso che viene fatto – ha spiegato Maria Bartolozzi dell’ufficio convenzioni di Asl- è quello riguardante l’attivazione delle tessere sanitarie. Come azienda confermiamo disponibilità a collaborare con le farmacie, per l’eventuale compenso dovremo aspettare il parere della Regione”.
Dal canto suo Gino Scali, di FarmaLi, ha fatto sapere che nonostante non ci sia stata una formale adesione alla manifestazione di interesse pubblicata dalla Regione lo scorso anno “le farmacie comunali livornesi hanno continuato a erogare ai cittadini i servizi di prenotazione e di uso dei totem”. Dopo la sollecitazione da parte dei consiglieri Marco Cannito (Città diversa) e Pietro Caruso (Partito democratico) è arrivata anche la risposta dell’assessore con delega alle partecipate Gianni Lemmetti riguardo alla linea dell’amministrazione in materia di farmacie: “Ribadisco già quanto detto anche in passato: la nostra posizione è quella di confermare il servizio, l’offerta fatta da Asl è al momento al vaglio della partecipata. La decisione sarà poi sottoposta all’amministrazione, che potrà decidere di continuare a dare servizi senza partecipare al bando regionale. Qualora si aprisse in futuro la concorrenza tra farmacie comunali e private, decideremmo cosa fare”.
Conflitto di interessi- È lo stesso assessore Lemmetti che poco dopo, chiedendo alla presidente della seconda commissione Elisa Amato di verificare l’applicazione dell’articolo 78 del Testo unico degli enti locali sul conflitto d’interesse, a innescare lo scontro tra la maggioranza e le opposizioni. A presentare l’interpellanza discussa ieri durante la seduta sono stati i consiglieri Barbara Lenzi (Movimento 5 stelle) e Alessandro Mazzacca (ex pentastellato attualmente nel gruppo Livorno libera), entrambi farmacisti. In aula ieri tuttavia era presente solo Mazzacca, Lenzi è stata sostituita dal consigliere Galli. Dura la presa di posizione di Marco Ruggeri (Pd) “Se l’intenzione della maggioranza è quella di zittire l’opposizone, la battaglia non si farà più qui ma da un’altra parte. Vi dovete vergognare”. Secca la risposta di Lemmetti “Per quanto mi riguarda la richiesta dell’applicazione dell’articolo 78 c’è sempre stata, sia quando Mazzacca era all’interno della maggioranza sia adesso”.
Secondo Cannito “esiste il dovere di astensione quando si devono votare degli atti, non quando si presenta un’interpellanza. Chiederei allora al sindaco e alla giunta di provvedere a fare una lista di coloro che credono abbiano un conflitto di interessi”, mentre Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno) ha chiesto se “la stessa verifica sia stata fatta per gli incarichi affidati in questi ultimi tempi”.
Per Marco Valiani (Livorno bene comune) si tratta di “ un fatto grave. Qui vedo la volontà di chiudere il dibattito all’interno dei Consigli e delle commissioni. Come si fa a chiedere a un consigliere di lasciare l’aula?”. La consigliera Alessandra Rossi (M5S) rispedisce però le accuse al mittente: “È stata fatta solo una domanda, nessuno ha mai detto che Mazzacca dovesse uscire”. Alessandro Mazzacca dal canto suo si è difeso spiegando che trattandosi “ di un’interpellanza e non di una delibera, caso in cui sarei uscito dall’aula, non vedo quale possa essere il mio conflitto di interesse”.
Per fugare ogni dubbio la presidente Amato ha chiesto il parere del segretario generale Giuseppe Ascione, il quale ha fatto sapere che “non è compito né del presidente della commissione, né del consiglio fare verifiche sul conflitto d’interesse. Ogni valutazione spetta personalmente al singolo eletto”. Alla fine il consigliere dell’opposizione ha rinunciato alla trattazione dell’interpellanza, che tuttavia ha fatto sapere ridepositerà in tempi strettisimi, in modo da poterla ridiscutere al più presto.

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