Lavoro nero: chiusi ristorante e panificio

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Un noto ristorante a Montenero e un panificio a due passi dal lungomare di Livorno (specifichiamo che non sono stati resi noti i nomi dell’attività da parte delle forze dell’ordine). Entrambi, secondo le ispezioni dei carabinieri, responsabili di aver fatto lavorare dei dipendenti al nero e per questo sanzionati con multa e sospensione dell’attività. Negli ultimi giorni i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Livorno infatti hanno dato luogo ad un capillare servizio di controllo di esercizi commerciali per contrastare soprattutto le violazioni in materia di tutela e sicurezza sui luoghi di lavoro e delle tipologie di reati connessi, come l’impiego di lavoratori in nero.
I controlli si sono concentrati su decine di esercizi pubblici, aziende commerciali e aziende agricole attive sul territorio di Livorno.
Al termine delle verifiche e degli accessi ispettivi i militari hanno individuato 6 lavoratori impiegati in nero. In particolare, all’interno di un panificio livornese (in zona viale Italia) i lavoratori non in regola erano tre, tutti italiani, per i quali il proprietario dell’esercizio commerciale non è stato in grado di documentare la loro regolare occupazione. Stessa sorte è toccata ad un ristorante a Montenero; anche in questo caso i carabinieri del Nucleo Ispettorato hanno sorpreso altri tre lavoratori, due dei quali extracomunitari, assunti in nero. Per i due proprietari degli esercizi commerciali verrà applicato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale con conseguente applicazione di 6 maxisanzioni  (circa 4.000 €., per ogni lavoratore in nero trovato). Il gestore del panificio, tra l’altro, già nel marzo del 2013 era stato sorpreso ad impiegare 1 lavoratore in nero, ed anche in quel caso era stata applicata nei suoi confronti la sospensione dell’attività lavorativa.
Le attività, di concerto anche con il personale della Direzione Territoriale del Lavoro e del Comando Provinciale Carabinieri di Livorno, continueranno costantemente per contrastare il fenomeno in questione che comporta conseguenze negative per il tessuto socio-economico della Provincia nonché dirette ripercussioni dannose sui profili previdenziali e di sicurezza di ogni singolo lavoratore.

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