Via Bartelloni, sfratto rinviato al 5 dicembre

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E’ stato rinviato al 5 dicembre prossimo il procedimento di sfratto programmato per oggi con forza pubblica per una famiglia abitante in un appartamento di proprietà comunale dell’immobile di via Bartelloni. Si tratta di uno sfratto per finita locazione di un nucleo familiare che ha peraltro anche un’altissima morosità nei confronti del Comune. Il rinvio è stato concesso dall’assessore all’emergenza abitativa Ina Dhimgjini, con il consenso dell’ufficio casa e patrimonio del Comune di Livorno, per avere il tempo necessario perché si possa individuare una soluzione abitativa alternativa alla famiglia sfrattata. Nel contempo “ l’Amministrazione – tiene a sottolineare l’assessore alla casa- conferma il proprio intendimento di destinare l’immobile di via Bartelloni, mediante graduatoria pubblica, ai legittimi conduttori, ovvero a famiglie che presentino i requisiti per l’attribuzione dell’alloggio”. Per l’assessore Dhimgjini il rinvio di oggi rappresenta dunque “un atto concreto dell’indirizzo politico portato avanti dall’attuale Amministrazione di agire in piena conformità alle normative vigenti e soprattutto in difesa e a tutela dei più deboli”.
“L’amministrazione – sostiene ancora l’assessore – non intende più soprassedere a morosità maturate negli anni. Nel caso specifico si tratta di morosità pregresse che raggiungono cifre di migliaia di euro e che l’Amministrazione vuole recuperare nell’interesse degli stessi cittadini”.
Comitato per il Diritto all’Abitare: “Che il Comune trovi una soluzione per lo stabile di via Bartelloni”- Stamattina, un nutrito picchetto antisfratto organizzato dal Comitato per il Diritto all’Abitare e dal sindacato As.I.A. – USB ha impedito che lo sfratto esecutivo di Stefania e sua figlia fosse eseguito e che venissero sbattuti in mezzo alla strada.  Il caso è però particolare rispetto ad altri sfratti: non ci troviamo di fronte a una casa di un privato ma ad uno stabile di proprietà comunale che la passata amministrazione PD lasciò in parte in gestione alla associazione “Il Villaggio”, associazione poi fallita senza perciò  rinnovare nessuno dei contratti di locazione. Anche per quanto riguarda gli alloggi gestiti dal Comune i contratti non sono stati rinnovati e Stefania ( che vive in 30 mq) fa parte di essi.  Mentre la nuova amministrazione poteva però provare a risolvere la situazione in una differente maniera, ha scelto di passare alla forza, richiedendo lo sfratto inizialmente per una famiglia senza prima valutare i requisiti di reddito degli inquilini.  Ma prima di arrivare a questa soluzione non si è rimasti a guardare. È da questa estate, infatti, che il sindacato As.I.A. – USB è impegnato con una trattativa con il Comune per impedire che si arrivasse a questo punto. La chiusura però della neo-amministrazione è stata netta, e a niente sono valsi gli sforzi per dimostrare che la famiglia sotto sfratto avesse tutti i requisiti affinché esso fosse impedito, dimostrando apertamente le difficoltà economiche e lo stato di disoccupazione.  Anzi, la neo-assessora Dhimgjini ha risposto alle richieste di rinvio dichiarando che il sindacato non dovrebbe permettersi di mettere bocca sulle scelte dell’amministrazione. E cosa ci starebbe a che fare allora gli rispondiamo noi?  La situazione di via Bartelloni è assolutamente insostenibile. Il Comune deve trovare necessariamente delle soluzioni reali e concrete per impedire che gli sfratti degli inquilini dello stabile – molti con gravosi problemi economici – vengano eseguiti, o soluzioni abitative alternative e assolutamente dignitose per queste persone.

Comitato per il Diritto all’Abitare
Sindacato As.I.A. – USB

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