Statuto comunale, avviato il percorso di modifica

La nuova versione è disponibile online sul sito www.comune.livorno.it alla voce 'Atti dell'ente'. La principale novità riguarda la procedura pubblica per eleggere i componenti del Collegio di Garanzia

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di Jessica Bueno

Lo Statuto comunale, documento che stabilisce le norme fondamentali della struttura dell’istituzione, è stato recentemente modificato ed aggiornato sotto diversi aspetti. La nuova versione è disponibile online sul sito www.comune.livorno.it alla voce ‘Atti dell’ente’. Questo costituisce un primo passo di un percorso che porta ad introdurre considerevoli innovazioni su svariate tematiche.
Il principale cambiamento apportato ha interessato la revisione dell’articolo 67 (procedura pubblica per eleggere i componenti del Collegio di Garanzia, ovvero l’organo istituzionale che ha il compito di decidere sulla legittimità o meno dei referendum che possono essere proposti dai cittadini all’amministrazione comunale). Nel precedente statuto era presieduto dal difensore civico comunale: adesso questo ruolo è stato abrogato per legge, facendo rimanere solamente la carica del Difensore civico regionale. Soprattutto per questo motivo si è resa necessaria una modifica statutaria. “Dopo un’ampia discussione in Commissione – spiega la vicesindaco Stella Sorgente – siamo approdati ad una proposta, partecipata da tutti i consiglieri, che è giunta in Consiglio comunale. Abbiamo una visione unitaria di questo organo così importante e siamo riusciti a sintetizzare posizioni inizialmente differenti”. La tendenza emersa è quella della massima apertura possibile nei confronti dei cittadini del Collegio di Garanzia, che ha un ruolo anche dal punto di vista tecnico. La modifica prevede infatti la divulgazione di un avviso pubblico di raccolta di candidature di cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Livorno, a cura del Presidente del Consiglio comunale, che verrà contestualmente mandato a tutti gli ordini professionali e al Presidente del tribunale di Livorno. Le candidature sono aperte a tutti i cittadini in possesso di laurea in discipline economiche, giuridiche, politiche e sociali.
“Dopo la raccolta delle candidature – continua la vicesindaco – che speriamo abbia riscontro favorevole nella cittadinanza, ci sarà la discussione e la votazione in Consiglio comunale. Le candidature dovranno essere come minimo 7, i componenti effettivi del Collegio saranno 5”. Per quanto riguarda la presidenza del suddetto organo, sarà stabilita nella prima seduta del Collegio stesso convocata dal Presidente del Consiglio comunale.  Prima di questa revisione, inoltre, le modifiche statutarie potevano essere proposte e portate al dibattito del Consiglio in un’unica seduta annuale, da convocarsi nell’ultimo mese dell’anno, salvo integrazioni urgenti. Adesso è possibile farlo durante l’anno al momento del bisogno, dietro accordo dei capigruppo. “Un’altra novità importante – spiega Monica Ria, presidente della Commissione 1 – è l’obbligo per il sindaco e l’assessore delegato di aggiornare il Consiglio comunale sullo stato di attuazione degli atti entro 90 giorni dalla data di emissione. Il lavoro è stato molto duro ma porterà a dei buoni risultati”. “Non modificare il Collegio – dice il consigliere Marco Cannito – voleva dire non poter far indire referendum e non sarebbe stato possibile poter far effettuare ricorsi amministrativi dai cittadini rispetto al sindaco su provvedimenti che li riguardano direttamente”.
Si è avviato, inoltre, un percorso di modifica all’articolo 6 e 9 del regolamento, rispettivamente l’elezione del Presidente del Consiglio e le sue dimissioni. “E’ inconcepibile che chi vuole dimettersi – afferma il presidente del Consiglio Daniele Esposito – si trovi di fatto ostaggio del Consiglio Comunale, come è successo alla presidente Cepparello”.
Agli atti ci sono due proposte che stanno tentando di trovare un’integrazione (dei consiglieri Cannito e Galligani) per tentare di modificare l’istituto referendario. La questione principale riguarda i referendum abrogativi. “Vogliamo avviare una discussione – afferma la vicesindaco – su questo tema. Vorremmo istituire un referendum abrogativo senza quorum, con un limite di firme da raggiungere ancora da discutere. La proposta che va per la maggiore è quella definita ‘modulare’: un quorum variabile inversamente proporzionale al numero di firme. Non pone il limite stretto del quorum 0, ma è possibile fare domanda al Collegio di Garanzia per tentare di fare un referendum nella città. Riteniamo possa essere uno strumento importante, per tentare di aumentare la partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche e per combattere eventuali campagne a favore dell’astensionismo”.
Sul banco di discussione anche la questione degli organismi di decentramento che andranno a sostituire le circoscrizioni, costituiti da cittadini: i cosiddetti “consigli di quartiere” o “consiglio dei cittadini volontari”. Possono essere strutturati per quartiere e avranno il compito di allargare la partecipazione della cittadinanza su temi specifici riguardanti Livorno. “Questi consigli – continua Stella Sorgente – saranno radicalmente diversi dalle ex circoscrizioni, sia per il modo di elezione, sia per la questione economica: non avranno budget, come previsto dalla spending review”. Infine, un’altra novità che verrà valutata dal Consiglio comunale sarà quella riguardante la presenza di un consigliere aggiunto in rappresentanza delle comunità straniere presenti in città.

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