Mascagni, Nogarin tra i candidati

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C’è anche Nogarin nella terna di nomi candidati alla guida del Mascagni. Assieme al sindaco, in lizza come successore di Giulio Cesare Ricci, ci sono  il costituzionalista Emanuele Rossi e l’ingegnere che presiede Toscana Spazio, Marco Luise. A fare più rumore è senz’altro la prima candidatura. Non era mai successo, infatti, che tra le personalità in corsa per la nomina di presidente dell’istituto vi fosse il primo cittadino. A scegliere la terna è il consiglio accademico del Mascagni ma l’ultima parola spetta al ministro dell’istruzione, il quale può scegliere fra i tre nomi oppure bocciare la terna. La decisione di Nogarin di accettare la candidatura ha scatenato già le prime polemiche. Maurizio Bettini di Livorno Democratica, ex assessore alla mobilità della giunta Cosimi, ci va giù duro: “Non so se ciò confligga con leggi o profili previsti, so però che sarà una bella grana per il ministro, perché se sceglierà un altro nome diverso dal Sindaco o rinvierà al mittente la terna, si aprirà un contenzioso assai pericoloso per il Mascagni dato che il signor Sindaco si sentirà leso e chissà sciolto da obblighi istituzionali. Vedremo. Il ministro comunque si troverà di fronte ad una anomalia: non risulta infatti che in nessuno degli altri 20 istituti analoghi al Mascagni ci sia un sindaco come presidente. Ma Livorno, si sa, fa repubblica a sé. Rilevo comunque che il signor Sindaco non pone limiti alla sua voglia di presenza istituzionale. Infatti, è referente Anci appunto in materia di istituti di alta formazione musicale (e questo sarà un altro inciampo per il ministro); è presidente della commissione delle Città portuali dell’Anci; è presidente della Fondazione Goldoni; è presidente del Cibm (istituto di biologia marina); risulta che ambisca alla presidenza del Polo di logistica; è vicepresidente dell’Ato acque (dove ha strillato assai per la mancata presidenza). Strano che non sia presidente anche di Aamps (ma qui c’è Steve Jobs), Casalp, Cct. Per lui vale, tradotto in livornese, il motto di Luigi XIV, il re Sole (L’Etat c’est moi): il Comune sono io. E’ questo è il senso della partecipazione e della società civile?”

 

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