Educatrici, slitta assunzione. “Valutare fabbisogno”

di letizia

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Da anni ormai si trascina la questione delle assunzioni delle educatrici dell’asilo nido. L’amministrazione Cosimi aveva deciso, dopo alcuni rinvii, l’assunzione di otto educatrici, ridotte poi a sei dalla nuova giunta Nogarin, scelta che fu motivata con l’impossibilità di impiegare, a seguito di un decreto del governo Renzi, tutto il personale inizialmente previsto. A distanza di mesi, durante la riunione della settima commissione consiliare si è tornati a discutere di questo annoso tema. Tutti i gruppi di opposizione hanno infatti presentato un’interpellanza nella quale si chiedevano chiarimenti riguardo al piano assuntivo 2015. Dopo quasi un anno infatti le educatrici attendono ancora di essere chiamate. Ma come ha fatto sapere la dirigente Lilia Bottigli questo anno l’anno scolastico si chiuderà con quattro educatori in più per quanto riguarda i nidi e un insegnante in meno per le scuole dell’infanzia. “Il fabbisogno per il personale dei servizi educativi è in continua evoluzione – ha spiegato la vicesindaco Stella Sorgente – e proprio per questo c’è bisogno di un’analisi approfondita. Oggi la necessità sui nidi è di zero e gli educatori in più probabilmente serviranno per coprire i posti vacanti nei centri d’infanzia”. La delibera 245 della giunta comunale, datata 3 giugno, rimanda infatti al futuro la quantificazione del fabbisogno del personale nei servizi 0-6 anni, sia per quanto riguarda la somministrazione di contratti a tempo determinato sia rispetto alla valutazione di percorsi assuntivi a tempo indeterminato. Sempre nella stessa delibera si parla, tra l’altro, anche dell’eventuale assunzione di un capo di gabinetto del sindaco, attivabile anche attrverso un incarico esterno. Il fabbisogno di personale all’interno degli asili è condizionato tuttavia anche dal regolamento regionale che ha fissato il parametro minimo per la presenza di educatori e insegnanti: “Da tempo il nostro Comune è al di sopra di tale limite – ha continuato Sorgente -se da una parte dobbiamo essere soddisfatti del nostro sistema educativo, dall’altra bisognerà fare un ragionamento di tipo economico chiedendoci se vi sia la necessità di altre assunzioni. Se applicassimo il parametro previsto a oggi avremo 10 persone in più, tuttavia abbiamo detto anche ai sindacati che non è nostra intenzione seguire il regolamento alla lettera. Nonostante ciò dovremo in qualche modo tenerne di conto”. Susanna Cenerini, dirigente al personale chiama in causa invece i dipendenti delle province: “Le uniche assunzioni previste sono per vincitori di concorsi, che attualmente non abbiamo, e di 5 o 6 dipendenti delle amministrazioni provinciali, mentre rispetto ad altre dobbiamo avere un atteggiamento attendista”. Critico il consigliere di Buongiorno Livorno Marco Bruciati, secondo il quale “ si sta facendo confusione tra il piano generale e quello delle educatrici per le quali era già stata presa in considerazione l’assunzione. Quanto costerebbe fare entrare in servizio una persona?”. Tra i trenta e i trentacinquemila euro lordi è stata la risposta della dirigente al personale . “Chiedo allora che per una spesa così bassa per la collettività e per le casse comunali venga fatta una riflessione, poiché non risolvere questa situazione peserebbe molto più sul piano morale e del rapporto col cittadino rispetto a quello economico.”. Il capogruppo Pd Marco Ruggeri chiede che “prima di chiudere la partita e di decidere cosa fare, venga fatto un passaggio preventivo in commissione o in consiglio per comunicare ciò che la giunta ha deciso di fare in merito. La nostra posizione – ha sottolineato il consigliere – rispetto all’agosto scorso non cambia, vogliamo cioè che l’iter delle assunzioni sia portato a termine”.

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