Aamps, salta atto condiviso: è caos in consiglio. Nogarin: “Così si fa il male di Livorno”

di letizia

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Mancano pochi minuti alle 22 di venerdì 11 marzo quando si conclude il Consiglio Comunale. Una seduta segnata da tentativi di accordo, sospensioni e proteste dei lavoratori Aamps che si è conclusa praticamente con un nulla di fatto. Troppe tensioni in aula che hanno fatto amaramente commentare da parte del sindaco che così “si fa il male della città. Chi viene per creare questo caos ingovernabile – commenta a bocce ferme l’indomani il primo cittadino – non ci fa lavorare anche su temi molto importanti che riguardano Livorno. Chi pensa di far del bene a venire lì in consiglio e contestare in maniera così dura, sbaglia di grosso impedendo di poter lavorare serenamente tutti insieme”.
Da parte sia della maggioranza pentastellata sia delle opposizioni era stato presentato un atto di indirizzo sulla salvaguardia dei dipendenti dell’azienda di rifiuti. Così, con l’aiuto di una sospensione dei lavori lunga due ore, i gruppi di maggioranza e opposizione si sono messi intorno a un tavolo con l’intento di scrivere un documento comune che avesse come punti cardine il mantenimento degli attuali livelli di occupazione dell’azienda, il salario previsto dal contratto nazionale di FederAmbiente, la valorizzazione delle professionalità insieme al pagamento puntuale per le ditte fornitrici.
Sembrava essere stato raggiunto un accordo (per i 5 stelle è stato soprattutto il consigliere Francesco Bastone a fare da mediatore) ma una volta tornati in aula è arrivata la doccia fredda, soprattutto per i tanti lavoratori dell’Aamps venuti ad assistere alla seduta: il Movimento 5 stelle non ha intenzione di votare l’atto.
Per Marco Valiani (Livorno bene comune) “ sono state la vicesindaco e l’assessore Martini a non voler trovare un’intesa, nonostante Bastone si fosse impegnato per trovarla”. È poi lo stesso Bastone a intervenire: “Tra i due documenti esistevano dei punti in comune, non tali tuttavia da proseguire nell’intento di fare una dichiarazione collettivo”.
“Eravamo arrivati a una condivisione, poi vi siete tirati indietro. Voi – ha affermato Elisa Amato (Forza Italia) rivolgendosi ai consiglieri del M5S – siete la maggioranza e volete dettare la linea. Siete maggioranza tuttavia solo grazie a una legge elettorale, poiché in realtà rappresentate solo una piccola quota dell’elettorato, per questo motivo sareste obbligati ad ascoltare anche gli altri gruppi consiliari”.
Marco Cannito (Città diversa) va giù duro: “Mi pento di essermi speso per far stilare un documento comune, più volte l’ho fatto. Anche oggi e invece voi ci avete preso in giro. Ora prima di accettare una proposta di mediazione – rincara – ci penserò molto. È importante dire perché non avete voluto sottoscrivere l’atto: in quanto non volete dare garanzie occupazionali, è evidente quindi che vogliate usare la leva di cacciare i lavoratori. Avete poi deciso di rifiutare la clausola sociale che chiedeva il mantenimento degli attuali inquadramenti contrattuali, fatta salva la trattativa sindacale”. A questo punto in aula scoppia la protesta, con i dipendenti di Aamps che urlano che “finchè non avranno firmato un atto di salvaguardia nessuno esce dal Comune”. Poi la seduta riprende.
Per il capogruppo del Pd Pietro Caruso “era stato trovato un accordo più che buono, non capisco perchè non si sia voluto portare avanti un atto di giustizia per Aamps, per i lavoratori e per l’intera città”. Secondo Giovanna Cepparello (Bl) con la decisione di tirarsi indietro è emersa la “chiara impressione che quest’amministrazione non sia disposta a mantenere i posti di lavoro. Per noi invece non si può cercare di incidere su un’azienda toccando i dipendenti, casomai lo si potrebbe fare presentando un piano industriale virtuoso”.
“La decisione di non votare l’atto è stata presa dai consiglieri e non dalla giunta – è la spiegazione di Daniele Ceselli ( M5S) – abbiamo cercato un punto di incontro che non c’è stato”. Concetto, questo, ripetuto anche dal sindaco Nogarin: “Me ne dispiaccio ma purtroppo non è stato possibile trovare un accordo. Non c’è stata e non ci sarà alcuna perdita di posti di lavoro, anzi noi siamo stati coloro che abbiamo stabilizzato i 33 precari e la nostra speranza è di poter incrementare l’occupazione in Aamps”.
Sono le 20 quando il capogruppo Alessio Batini (M5S), con una mozione d’ordine, chiede una nuova sospensione della seduta per poter permettere al gruppo di maggioranza di decidere cosa fare. Dopo un’ora il Consiglio riprende con l’annuncio, da parte di Bastone, del ritiro dell’atto di indirizzo presentato dai Cinque stelle, con la promessa di riscriverlo, possibilmente in condivisione con le altre forze politiche, e riproporlo al prossimo Consiglio comunale o al massimo in quello successivo. A nulla sono serviti gli inviti venuti da Grillotti (Livorno libera) e da altri consiglieri di votare l’atto condiviso: “Non lo voteremo perchè – ha affermato Edoardo Marchetti – ci siamo presi l’impegno di votarne, a breve, un altro sulla medesima questione ”.
Al momento del voto quindi, sia l’atto delle opposizioni sia quello condiviso sono stati bocciati: 13 sono stati i favorevoli mentre 16 i contrari.

 

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