Preso il vandalo della Venezia. “Sono stato io, odio il Sistema”

Bidoni nei fossi, auto con specchietti danneggiati, scooter per terra e pannelli di legno divelti. Un quartiere devastato da una sola persona

di gniccolini

“Si sono stato io, ma non chiedo scusa al Sistema”. Sono queste le prime parole del vandalo che nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 ha messo a soqquadro il quartiere gettando cassonetti nel fosso, spaccando auto e gettando a terra scooter e moto. A individuarlo sono stati gli agenti della sezione investigativa della polizia municipale diretti da Marco Vaccai che, in meno di sei ore di lavoro, sono riusciti a individuare per danneggiamento aggravato e continuato un francese di 42 anni senza fissa dimora. L’uomo, molto riconoscibile per i suoi tatuaggi di cui uno ben evidente sul collo, è stato “pizzicato” alla mensa della Caritas intorno all’ora di pranzo. Il blitz della Municipale è arrivato dopo un attento lavoro fatto davanti alle immagini delle telecamere di sicurezza installate nella Venezia. La notizia, data in anteprima la mattina di sabato 13 febbraio da Quilivorno.it, aveva infatti già fatto il giro di Livorno e la voce nel quartiere si era sparsa. Tra le vie del rione gli agenti si erano mossi tra la gente chiedendo e ascoltando i testimoni della vicenda. “E’ stato il Francese”, dicevano tutti nella zona. Ma il vero nome, nessuno lo sapeva. E’ stato proprio grazie all’intelligenza investigativa degli inquirenti che, dopo aver individuato bene il volto tramite le immagini degli occhi elettronici frutto di un oculato studio effettuato dall’Ufficio Sistemi Tecnologici della stessa Municipale la cui responsabilità fa capo all’assistente scelto Riccardo Martelloni, sono andati a trovarlo là dove ogni giorno si reca per pranzare e cenare.
Una volta accompagnato al Comando l’uomo, con l’ausilio di un interprete, si è confessato. “Sono stato io perché odio il Sistema”, avrebbe detto. Ma le sue affermazioni non sono state molto lucide. Il 42enne infatti non è in pieno possesso delle sue facoltà mentali. “Ricevo 100mila sterline all’anno dalla Regina d’Inghilterra”, avrebbe detto agli agenti cercando di darsi importanza. Frasi sconnesse e senza senso che confermano come il vandalo non abbia concezione della realtà.
Secondo gli agenti l’uomo non avrebbe neanche bevuto ma avrebbe agito con rabbia senza particolari motivi se non quello, da lui sottolineato, di odiare il “Sistema”. L’uomo, dopo l’identificazione al Comando, è stato rilasciato in stato di libertà.
Il responsabile della sezione di Polizia Giudiziaria e Investigativa, Marco Vaccai commenta: “E’ stata un’attività complessa, fatta di ricostruzioni al computer e di attività sul campo. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati in tale attività e i cittadini di Livorno per la fattiva collaborazione augurandomi che il connubio tra l’attività delle forze di polizia ed il senso civico dei livornesi, efficientissima arma di lotta alla criminalità, perduri nel tempo”.
La cronaca dei fatti – La Venezia si è svegliata ancora una volta devastata dagli atti vandalici. Uno scenario da post guerriglia urbana all’interno del quartiere più discusso della città (clicca sul link in fondo all’articolo per vedere le immagini all’interno della fotogallery scatta da Simone Lanari). A combinare tutto questo disastro sembra che sia stata però una sola persona e non un gruppo di persone. “E’ stato uno che abita qui in zona”, hanno detto i residenti la mattina di sabato al nostro cronista precipitatosi sul posto a seguito di numerose segnalazioni. Forse in preda ai fumi dell’alcol un uomo, di carnagione chiara, italiano, con alcuni tatuaggi (così è stato descritto dai residenti) e che non è passato certo inosservato, nella notte tra venerdì 12 e sabato 13, ha dato libero sfogo ad una rabbia inaudita, e per il momento immotivata, devastando la zona tra viale Caprera, via della Venezia, scali Rosciano e piazza del Luogo Pio. Qualcuno ha anche telefonato alle forze dell’ordine che, giunte però sul posto poco dopo, non hanno trovato il responsabile.
A finire nel fosso di viale Caprera sono stati i bidoni Aamps, quelli condominiali della raccolta differenziata per capirci, che sabato mattina si presentavano come barche alla deriva galleggianti nell’acqua. Ma non finisce qui. Scooter per presi e scaraventati a terra, uno dei pannelli di legno di piazza del Luogo Pio sradicato e fatto cadere al suolo così come alcune cassette delle poste completamente divelte e lasciate sull’asfalto. In via del Porticciolo si registrano anche una decina di auto danneggiate con specchietti e tergicristalli spaccati.
In molti avrebbero riconosciuto il responsabile di questi gesti incomprensibili e già dalle prime ore della mattina avrebbero segnalato la cosa alle forze dell’ordine. Indispensabili  le telecamere disseminate in tutto il quartiere che hanno fornito elementi utili a chi ha indagato per risalire al responsabile.

Riproduzione riservata ©