Reset, il fondo sociale M5S per aiutare i cittadini

Quanti sanno che esiste un “Fondo Sociale per Livorno”? Possono contribuire spontaneamente anche cittadini ed imprese.Il bando è scaricabile da http://resetlivorno.altervista.org

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di Sandra Mazzinghi

Quanti sanno che esiste un “Fondo Sociale per Livorno”? Qualcuno. Qualcuno ne è al corrente. E chi sa qual è lo scopo del fondo? Ancora pochi. Ed ecco che nella mattinata di sabato 11 luglio presso la Baracchina Alpe sul Viale Italia è stata convocata una conferenza stampa dall’associazione di volontariato RESET Livorno allo scopo di far conoscere ai cittadini uno strumento importante per migliorare e dare sempre migliori risposte alle esigenze avvertite dalla città di Livorno. Lo scopo del Fondo Sociale è restituire ai livornesi quelle risorse finora sottratte dalla politica. Sindaco, assessori e consiglieri in virtù dei principi del Movimento 5 Stelle accantonano regolarmente parte dei loro stipendi e gettoni su un conto corrente appositamente aperto su Banca Popolare Etica, al quale possono contribuire spontaneamente anche cittadini ed imprese. Al Fondo potranno attingere progetti con finalità sociale, etica, culturale e ambientale che sempre con maggiore difficoltà trovano copertura nel bilancio dell’ente comunale. Come? Accedendo ad finanziamento, a fondo perduto, parziale o totale (con tagli di 2.000 o 5.000 euro).
Ipotizzando una somma iniziale come quella attualmente contenuta nel fondo (circa 12mila euro) e moltiplicando per i 5 anni di governo della giunta pentastellata, almeno 60mila euro potranno essere utilizzati per progetti a fondo perduto.  Quali soggetti possono presentare una richiesta di finanziamento per loro progetti? Tutte le associazioni private senza scopo di lucro formalmente costituite, le scuole pubbliche di ogni ordine e grado. I soggetti devono avere sede nel Comune di Livorno e i progetti devono riguardare lo stesso territorio.
E i progetti stessi, dopo una prima  valutazione di una commissione di RESET, verranno selezionati dal voto degli stessi cittadini attraverso su un gruppo appositamente creato su una piattaforma partecipativa.
I progetti scelti e la piattaforma partecipativa verranno comunicati dopo la chiusura del bando, per dare la possibilità a tutti i cittadini di Livorno di scegliere quale progetto finanziare.  Quindi, massima trasparenza, che è lo spirito guida del movimento. Il bando è scaricabile dal sito di Reset Livorno: http://resetlivorno.altervista.org. 
La scadenza inizialmente prevista per il 31 luglio è stata posticipata al 4 ottobre 2015 per dare alle scuole, che riaprono le attività in quel periodo, di partecipare nel modo più ampio.  La conferenza stampa è stata anche l’occasione per salutare Enrico Cantone, presidente uscente di RESET, che ha rassegnato le dimissioni a seguito della sua elezione nel consiglio regionale e dare il benvenuto al nuovo presidente Giuseppe Pera.
L’associazione di volontariato RESET ha raggiunto i 50 iscritti (la quota associativa è di 5 euro per favorire la massima partecipazione e serve per la copertura assicurativa che RESET garantisce a tutti i volontari che aderiscono alle iniziative) e si è costituita nell’anno 2011  con lo scopo di promuovere cultura, ciclabilità e mobilità sostenibile, strategia rifiuti zero e turismo compatibile: negli ultimi mesi ha effettuato svariate attività di intervento al patrimonio monumentale della città (pulizia della Fortezza Nuova, del Forte San Pietro, del Parco di Villa Letizia), a tutela dell’ambiente e nell’ambito culturale (per citare un evento che ha riscosso molto successo, il Mascagni Day).
Sono annunciate, tra le altre, iniziative come il ripristino della galleria di Forte San Pietro che era usata come via di fuga e, tra le iniziative culturali, i volontari stanno organizzando un evento, in una notte di questa estate, dedicato a Amedeo Modigliani. Tutte le attività dell’associazione Reset Livorno sono totalmente autofinanziate e neppure un euro  proviene dalle risorse accantonate sul Fondo Sociale.

 

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