Il vescovo: “Un museo sotto i portici”

Sotto i porticati del Duomo una sorta di museo: sul lato ovest paramenti ed altri oggetti di grande valore storico e culturale, mentre ad est una mostra permanente di pittura

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di Roberto Olivato

Una festa nella festa quella celebrata il 4 giugno in Venezia, nella chiesa di San Ferdinando. La comunità trinitaria festeggiava la Madonna del Buon Rimedio (patrona dell’Ordine trinitario ndr) alla presenza del loro padre Provinciale Gino Buccarello a cui si è unito il vescovo Simone Giusti per benedire il nuovo volto della chiesa dopo mesi di restauri. “Questa chiesa era sino a qualche mese fa buia, triste e fredda – ha esordito il vescovo- oggi grazie al contributo dei padri Trinitari e della Fondazione Cassa Risparmi di Livorno, risplende di nuova luce e quello che sembrava un sogno è diventato realtà. Questo a beneficio non solo di tutta la città, ma anche per chi è di passaggio da Livorno e potrà godere di questa bellezza”.
process1Prima del vescovo avevano preso la parola l’avvocato Luciano Barsotti presidente della Fondazione Cassa Risparmi di Livorno, che ha ricordato come grazie al vescovo Giusti, si sia creata una sinergia fra Fondazione e Diocesi, per la salvaguardia delle opere artistiche presenti nelle chiese verso le quali l’Ente ha da sempre dimostrato una particolare sensibilità. Padre Buccarello nel salutare i numerosi fedeli presenti, ha avuto parole di ringraziamento per la comunità trinitaria che da secoli è presente a Livorno. “I padri e le consorelle dell’ attigua scuola materna, hanno da sempre dedicato il loro impegno verso i più deboli e bisognosi, non tralasciando le attività parrocchiali fra cui la custodia di questa chiesa oggi rimessa a nuovo e questo grazie al contributo di molti compresi tutti voi cari parrocchiani”.
process2Subito dopo la benedizione dell’altare maggiore e della navata è iniziata un’affollata processione che ha portato la statua della Madonna del Buon Rimedio fra i vicoli del quartiere sino alla cantina del Venezia per essere issata a bordo del gozzo vincitore del Palio che l’ha accompagnata sino alla Capitaneria, ad attenderla l’ammiraglio Arturo Faraone, Comandante della Capitaneria di Porto.
Dopo la benedizione da parte del Vescovo, le note del silenzio suonate il trombettiere Andrea Minonne hanno accompagnato il lancio di fiori in mare, in memoria di tutti coloro che in quelle acque, in varie circostanze, persero la vita.
Come capita spesso con monsignor Giusti, le sorprese non finiscono mai ed anche in questa circostanza una mezza frase ha stimolato la curiosità del cronista. Monsignore lei ha parlato di una novità in piazza Grande, può dirci di più? “Abbiamo allo studio un progetto per valorizzare meglio sia la Cattedrale che la piazza”. Cioè? “Desideriamo realizzare sotto i porticati del Duomo, oggi in uno stato di pesante degrado igienico, una sorta di museo dove sul lato ovest saranno racchiusi paramenti ed altri oggetti di grande valore storico e culturale, mentre ad est sarà allestita una mostra permanente di pittura”. Quando avverrà tutto questo? “E’ ancora presto per dirlo, ma il progetto è ormai a buon punto, poi come al solito bisognerà trovare i fondi”.

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