People Care, fine della corsa per i 450 lavoratori

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Fine della corsa per i 450 lavoratori. L’amministratore delegato di People Care, Andrea Fileccia, ha annunciato ai sindacati che l’azienda farà scattare la procedura di mobilità per i lavoratori a tempo indeterminato e non rinnoverà i contratti a tempo determinato. Dal 1 giugno 2015 tutti a casa. I sindacati non hanno apprezzato il momento scelto per dare l’annuncio visto che siamo sotto Natale. Nell’assemblea che si è svolta subito dopo molte lavoratrici sono scoppiate a piangere. Adesso ci sarà un incontro in Regione per cercare di trovare una soluzione.

Il 22 protesta in piazza – Manifestazione pacifica dei lavoratori del call center People Care, a Guasticce (nelle foto di Simone Lanari). I 450 dipendenti si sono riuniti in piazza Grande dove sono stati esposti striscioni e adesivi di protesta. “12.40, la paura è tanta” e “ci sarà un futuro anche per noi?” sono stati i due slogan più presenti. Al piccolo albero delle aziende livornesi in crisi, che si trova di fronte al Duomo, è stato appeso il loro volantino e per attirare l’attenzione dei cittadini i lavoratori hanno passeggiato sulle strisce. Non solo: dopo l’intervento al megafono di un rappresentante dei lavoratori c’è stata un siparietto in vernacolo in cui due donne hanno saputo interpretare con ironia il difficile momento che stanno attraversando decine di famiglie, molte delle quali presenti in piazza con bimbi piccoli in braccio e sul passeggino.
Più tardi una delegazione di lavoratori è stata ricevuta in Provincia. “Questa mattina – ha detto il presidente della Provincia, Alessandro Franchi, al Consiglio, riunito oggi a Palazzo Granducale – i lavoratori e le lavoratrici di People Care erano in piazza a manifestare per il loro lavoro ed una delegazione è stata ricevuta a Palazzo Granducale. La vicenda è complessa perché a maggio scadrà il contratto con Seat, che al momento è l’unico committente dell’azienda. Per questo è importante sollecitare al più presto un incontro che permetta di avviare una trattativa per il rinnovo della commessa. Come Provincia parteciperemo ad ogni iniziativa utile per mantenere aperto il sito aziendale al fine di salvaguardare l’occupazione dei 450 addetti. Intanto il prossimo lunedi è in programma un incontro con l’assessore regionale Simoncini”.
La delegazione di lavoratori era stata ricevuta dai consiglieri provinciali Federico Mirabelli, capogruppo del Pd e Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti in rappresentanza del presidente Franchi, fuori sede per un impegno istituzionale a Firenze. I lavoratori avevano espresso forte preoccupazione per la situazione dell’azienda, in particolare dopo l’annuncio della direzione di dichiarare l’esubero di tutto il personale impiegato a Livorno e la possibile chiusura del sito. All’incontro era presente anche l’ex presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, che ha ripercorso l’impegno dell’Amministrazione fin dalla nascita del call center, nel 2005, poi in occasione della crisi del 2010 che portò al passaggio del servizio da Telegate al gruppo Contacta, di cui People Care è un’azienda affiliata.
In occasione della discussione consiliare, tutti i consiglieri intervenuti hanno ribadito la necessità che la Provincia continui a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda, sottolineando l’importanza di un coinvolgimento attivo del Governo per la convocazione di un tavolo di trattativa con Contacta e con Seat al fine di scongiurare l’ipotesi dei licenziamenti.

La nota del Pd – Il Partito Democratico di Livorno, venuto a conoscenza della comunicazione effettuata da parte dell’amministratore delegato del call center di Guasticce di una totale messa in mobilità a partire dal 31 maggio prossimo dei 450 lavoratori della People Care, condanna in maniera netta la decisione irresponsabile dell’azienda giunta a poche ore dalle festività natalizie e, soprattutto, a pochi giorni da un incontro già fissato da giorni tra istituzioni locali, Regione e organizzazioni sindacali.
Appare chiara la volontà di smarcarsi dalle proprie responsabilità e di strumentalizzare la situazione drammatica delle centinaia di lavoratrici e lavoratori del call center nell’ottica di un disimpegno totale rispetto alla missione aziendale di individuare nuove opportunità di lavori atte a garantire la continuità occupazionale e produttiva del sito.

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