Occupata la Fortezza Nuova, le FOTO dei maxi striscioni appesi alla parete

"Con il nostro gesto vorremmo cercare di dare un segnale forte e determinato a tutti i giovani e meno giovani che hanno perso il lavoro o sono precari"

Mediagallery

“Odeon, Gran Guardia, Fortezze, Goldoni, Ippodromo. L’istituzione chiede, i partiti non si muovono, l’autonomia risponde”. E’ questo uno dei tre maxi striscioni appesi alla parete (lato piazza della Repubblica) della Fortezza Nuova nel corso della occupazione rivendicata dal comitato precari e disoccupati. I protagonisti della protesta, pacifica, armati di bende per proteggersi dalle polveri e sacchi della spazzatura sono entrati in Fortezza, seguiti dalla Digos, per togliere i rifiuti. “Abbiamo deciso di occupare simbolicamente la Fortezza Nuova per una giornata – si legge nel comunicato inviato alle redazioni – Da troppo tempo l’immobilismo delle istituzioni fa si che la nostra città sprofondi sempre più verso una crisi non solo economica ma anche culturale e politica. Si iniziano a pagare le conseguenze di una gestione del potere basata su clientelismo e favoritismi. I dirigenti che si alternano nei posti di potere sono sempre gli stessi da anni. Come gli stessi sono gli amministratori, i politici e i tecnici. Questo immobilismo insieme alla crisi economica sta distruggendo la nostra città. I redditi sono sempre più bassi , la disoccupazione aumenta e decine di luoghi pubblici che potrebbero essere valorizzati chiudono o rischiano di chiudere dopo che milioni d’euro sono stati spesi per ristrutturazioni inutili, lauti stipendi ai dirigenti e investimenti sbagliati. D’altro canto neanche i partiti riescono andare oltre ai proclami di indignazione o a qualche protesta fine a se stessa. Il prossimo anno ci saranno le elezioni. Saranno molti a promettere un vero cambiamento per la nostra città. Ci diranno di votarli per poter cambiare tutto. Qualcuno ancora ci crede? La verità è probabilmente un’altra. Per scardinare una volta per tutte un sistema di potere così forte e capillare con la sua corruzione, la sua mediocrità e il suo egoismo c’è bisogno anche di altro. C’è bisogno che la partecipazione e l’interesse dei cittadini aumenti.  Con il nostro gesto vorremmo cercare di dare un segnale forte e determinato a tutti i giovani e meno giovani che hanno perso il lavoro o sono precari, a tutti i cittadini e le cittadine non rassegnati. Organizziamoci una volta per tutte e riprendiamoci ciò che è nostro”.

Riproduzione riservata ©