In Venezia con i battelli. Ztl: meno 30% di incassi

Per Gallanti, commissario della Port Authority, occorre lanciare un concorso nazionale di idee che porti ad attrarre degli investitori

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di Jessica Bueno

Livorno è una città bellissima, unica. In quanto tale deve avere marketing territoriale”. Con questa parole il sindaco Filippo Nogarin ha aperto il convegno organizzato il 29 febbraio nei locali della Camera di Commercio da “The International Propeller Club – Port of Leghorn”, iniziativa durante la quale è stata affrontata una tematica di grande rilevanza: il rilancio del quartiere Venezia per lo sviluppo turistico e nautico di Livorno e della sua costa. “E’ un argomento che spesso e volentieri scatena dibattiti – continua Nogarin – sul quale ci stiamo impegnando e a cui cerchiamo di dare priorità. Per la Venezia si può fare molto ed è un punto di partenza per far rinascere il centro livornese”.
La questione della Ztl notturna ha sollevato molte polemiche, soprattutto da parte dei commercianti che hanno registrato un calo del 30% nelle loro entrate dovuto a un minor numero di clienti. “Agisco nell’interesse collettivo – afferma al riguardo Nogarin – e sono sempre disponibile a venire incontro alle esigenze delle persone. Le politiche sulla mobilità toccano tutti e quando si applicano possono apparentemente far male, ma col tempo possono portare grandi benefici. Su questo stiamo facendo un grosso lavoro e ho imposto tempi strettissimi. Rigetto le parole di chi dice che la pubblica amministrazione non dialoga con la gente”.
Tra le idee lanciate dal primo cittadino alcune riguardano la mobilità via mare: in particolare si è parlato della realizzazione di un circuito sui fossi. Un modo per far rivivere l’atmosfera del 700 con un servizio di battelli e piccoli traghetti. “Viaggiando ho avuto modo di osservare realtà come quella di Rotterdam e ogni volta mi viene da chiedermi: ‘Perché non mettere i fossi livornesi a sistema con tutto il resto?’. Quando qualcosa funziona va valorizzato, è un elemento unico e non replicabile del nostro territorio. Dovremmo renderlo un gioiello”. Un progetto del genere solleva però un interrogativo tuttora irrisolto: dove andrebbero a finire le barche ormeggiate sui fossi? Il settore nautico, secondo le statistiche, coinvolge un terzo della città. “Quella dei barconi – continua Nogarin – è una realtà meravigliosa che si è però trasformata in caos. I fossi appartengono all’umanità e con la volontà di tutti è possibile cercare di risolvere i problemi che hanno reso la Venezia degradata. Dobbiamo partire dalle basi per poter cercare di arrivare a una soluzione al problema maggiore: ad esempio ponendo fine alla questione delle pompe di ossigenazione dei fossi”.
“Dobbiamo cercare di sviluppare idee in modo da arrivare a un risultato che possa produrre reddito e occupazione -dice Piero Mantellassi, presidente del Consorzio nautico di Livorno – Abbiamo dei punti strategici (i due mercati, le due Fortezze, le cantine) e li dobbiamo sfruttare per avere una maggiore offerta turistica che non coincida con un semplice giro in battello: una sorta di fiera dell’artigianato permanente”.
Non solo mobilità via mare: proposto il recupero della toponomastica storica che, tra le altre, ispirò le poesie del Caproni.
Nel corso del convegno anche l’avvocato Gallanti, commissario della Port Authority Livorno, ha messo in campo la sua idea: un concorso nazionale di idee per valorizzare questo particolare pezzo di città, la Venezia appunto, che porti ad attrarre degli investitori. “Prendo in modo positivo le parole di Gallanti – sostiene Nogarin – Laddove esiste il confronto di idee su ciò che riguarda la nostra città c’è ricchezza. La diversità culturale arricchisce il territorio. Credo che questa proposta sia nella giusta direzione e do piena disponibilità al riguardo”.

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