Discarica Limoncino, Nogarin: “Arriverà avviso di garanzia”

Il sindaco risponde così all'inviato Rai sulla discarica al Limoncino: "Non mi dimetterei ma se fosse la "base" a chiedermi di fare un passo indietro potrei aprire una discussione"

Mediagallery

“Sono sicuro che mi arriverà un avviso di garanzia. Chiunque può accusare un sindaco di qualcosa peccato, e questa è la parte divertente, che esattamente ciò che io ho fatto è scritto nero su bianco sul mio mandato di governo e quindi non ho fatto niente di più e niente di meno di quello che avevo promesso se fossi stato eletto e cioè bloccare la realizzazione della discarica”. A dichiararlo, in una intervista rilasciata alla Rai che il 29 marzo ha mandato in onda il servizio (guarda qui il video), è il sindaco in merito alla vicenda della discarica realizzata nella ex cava sul monte La Poggia al Limoncino.
Un progetto, quello dell’area trasformata in discarica, che vede da una parte il Comune, contrario, (la giunta Cosimi era favorevole) così come il comitato dei residenti che negli anni (tutta la vicenda è partita nel 2011) ha presentato vari esposti anti discarica. Dall’altra la ditta Bellabarba, proprietaria della cava, ferma nel voler portare avanti il progetto – tanto da aver presentato un ricorso al Tar con una richiesta di risarcimento danni al Comune di 54 milioni – e forte di una sentenza del tribunale che dichiara l’area della cava non a rischio inquinamento. L’accusa prefigurata dal ricorso al Tar di Bellabarba è di abuso di ufficio da parte del sindaco. La ditta Bellabarba chiama in causa l’amministrazione 5 Stelle accusandola di aver passato alla controparte (il comitato contro la discarica) le “carte” della battaglia legale, prima della richiesta ufficiale di accesso agli atti da parte del comitato stesso. Battaglia legale in cui, ufficialmente, il Comune si è costituito parte civile. “Se mi dovesse arrivare l’avviso di garanzia non mi dimetterei. Assolutamente no – dichiara Nogarin all’inviato Rai – Se me lo chiedessero i vertici del movimento? I vertici nel nostro movimento non esistono. Se fosse la “base” a chiedermi di fare un passo indietro potrei aprire una discussione”.

Riproduzione riservata ©