Nogarin: “Nuovo progetto senza mercenari del calcio”

Mediagallery

Quando la squadra di calcio cittadina dopo i gloriosi e recenti fasti arriva a retrocedere in Lega Pro, anche il primo cittadino non può esimersi dal commentare il fatto. Perché in molti hanno accostato la caduta “agli inferi” della squadra amaranto ad un’ipotetica retrocessione di tutta la città intera.
Filippo Nogarin è convinto che “la passione non retroceda” e guarda con ottimismo al futuro auspicandosi di non vedere più i “mercenari del pallone“.
Ecco quanto ha scritto sulla sua pagina facebook al riguardo di questo episodio sportivo, ma non solo…
“Il Livorno precipita in LegaPro; probabilmente si è chiuso, definitivamente, un ciclo. Venerdì sera a tifare il Livorno, su gli spalti dell’Armando Picchi, c’era mister Jaconi, assieme a Protti, Doga, tra gli artefici, 14 anni fa, della vittoria del campionato di C1 che ha permesso ai colori amaranto di calcare, non solamente i campi di serie A e B, ma pure quelli europei con la storica partecipazione alla Coppa Uefa.
sindacoincurvaSeguo, con crescente passione, la squadra e quando mi è stato possibile sono andato in Curva Nord dove l’attaccamento ai colori amaranto non si è mai spento: uno spettacolo nello spettacolo.
Una tifoseria “scomoda” (degna di una città ribelle come Livorno) che si è spesso occupata di sociale e politica. La partita di venerdì grida vendetta perché abbiamo accarezzato, per oltre un tempo, lo spareggio ai play out per poi veder tutto infrangersi anche per scelte arbitrali discutibili.

Ma non deve essere questa una scusa, per una squadra che, con una partenza lampo, aveva illuso in tanti, per poi scivolare a fondo classifica. I livornesi hanno una passione vera, autentica per i colori amaranto – lo dico da “tifoso occasionale” – e meritano molto di più perché la passione non retrocede! È necessario un nuovo progetto, degno di Livorno che, facendo a meno dei mercenari del pallone, venga portato avanti da atleti orgogliosi di indossare l’amaranto come una seconda pelle e da una società che voglia condividere la stessa passione, e non certo per mero business. Come hanno fatto i protagonisti della risalita dagli inferi del calcio di 14 anni fa, che ieri erano al Picchi a gridare, fino all’ultimo, “Forza Livorno”.

Riproduzione riservata ©