“Licenziata per un panino”. La replica: “Inevitabile”

Dipendenti del supermercato in sciopero contro il licenziamento della collega Daniela Gori. Ecco la replica dell'azienda per bocca del responsabile d'area di Conad del Tirreno Massimo Ciucchi

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Nella serata del 4 giugno è arrivata, per bocca del responsabile d’area di Conad del Tirreno Massimo Ciucchi, la risposta della direzione Conad che vi riportiamo. “In Conad i rapporti di lavoro non si chiudono certamente per un panino non pagato. Alla dipendente erano già state sollevate varie contestazioni, fino alla decisione, inevitabile, di procedere al licenziamento”. Intanto, sempre nella serata del 4 giugno, il punto vendita aveva riaperto. Daniela Gori, la dipendente al centro della vicenda, e i colleghi, continuano a chiedere il reintegro parlando di situazione assurda per 1,20 euro di panino. Nel corso della giornata abbiamo provato a metterci in contatto anche con il responsabile del punto vendita di via Baroni che però ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Lo sciopero per un panino – Sciopero dei lavoratori del Conad di via Baroni, zona Stazione. Dall’alba del 4 giugno sono una decina i lavoratori presenti davanti alle saracinesche del supermercato. Alla base della protesta, spiegano, il licenziamento della collega Daniela Gori rea di “aver mangiato un panino durante la mattinata, con tanto di scontrino della bilancia tenuto da parte dalla stessa, che per distrazione non ha immediatamente pagato”. “Siamo dipendenti che da ben 13 anni hanno contribuito all’andamento e alla crescita del punto vendita – dicono – ma da due anni non abbiamo più serenità nello svolgere il nostro lavoro. Un negozio fatto di intese e fiducia con i clienti, conoscendo gusti e preferenze di ognuno di loro essendo un negozio rionale. Siamo le solite commesse che ogni giorno contribuiscono all’apertura e chiusura del negozio, al ricevimento merci, alla gestione di ogni reparto, assumendoci responsabilità di tutto pur essendo semplici commesse addette alla sola vendita ma che con coscienza e per piacere di fare il proprio lavoro hanno sempre fatto ciò che c’era da fare. Purtroppo per noi dalla nuova gestione il clima è drasticamente cambiato”.
Per quanto riguarda il caso di Daniela Gori i lavoratori spiegano che “il licenziamento è scattato per un morso a un panino da 50 grammi, che ha mangiato durante la mattinata, con tanto di scontrino della bilancia tenuto da parte dalla stessa, che per distrazione non ha immediatamente pagato. Appena accortasi della dimenticanza e presentando lo scontrino per poter pagare il gestore stesso ha bloccato la dipendente dicendole che un piccolo panino “non avrebbe mandato in fallimento l’azienda”. Ma a sorpresa, dopo 5 giorni, la sospensione, seguita poi dal licenziamento. Oggi scioperiamo perché siamo con te Daniela”.

Il sindacato Usb a cui appartiene Daniela Gori – L’unione Sindacale Di base di Livorno che ha indetto lo sciopero di stamani nel punto vendita Conad di via Baroni, esprime la massima solidarietà a Daniela e alle dipendenti del negozio (tutte iscritte al nostra sindacato) a seguito dell’ennesimo abuso da parte del proprio datore di lavoro. Abbiamo scelto di aprire questa vertenza utilizzando l’arma dello sciopero e del blocco del punto vendita perché crediamo che sia necessario reagire colpo su colpo ogni qual volta ci si trovi di fronte ad un licenziamento illegittimo o ad un comportamento arrogante e autoritario. Non è ( soltanto) nei tribunali che si “risolvono” queste situazioni, ma soprattutto con l’impegno e la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici che sarà possibile porre un freno a questa deriva molto pericolosa. Per questo motivo chiediamo il reintegro immediato della lavoratrice nel proprio posto di lavoro. Ringraziamo il Coordinamento Lavoratori Livornesi per l’appoggio fondamentale in questa vertenza e invitiamo tutti i Livornesi a partecipare al corteo, per il reddito e il lavoro, indetto dall’Unione Sindacale Di base che si svolgerà venerdì 10 giugno dalle ore 17 davanti al comune di Livorno.

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