La Sosta, 18 lavoratori attendono risposte

Mediagallery

di Daniele D’Ambra

Situazione complicata per i 18 lavoratori de “La sosta”, servizio mensa e self service, gestito dalla D.A. (Distribuzione Alimentare), che tra Livorno e Pisa ha 35 dipendenti. Il presidio organizzato dai sindacati, con la presenza del Coordinatore provinciale turismo UIL TUCS, Fabio Bicchierini, con Monica Cavallini, segretaria FIL CAMS e Sabina Bardi, segretaria generale UIL TUCS, ha voluto porre l’accento sulle problematiche legate ai pagamenti dei dipendenti in quanto nei vari incontri effettuati in Prefettura per discutere della situazione i rappresentanti D.A. avevano fatto determinate promesse: “Nell’ultimo incontro in Prefettura del 27 agosto, dopo che D.A. ci aveva informato il 17 sulla messa in liquidazione, la società ci aveva detto che sarebbe stato indetto un cda per il 2 settembre e che un primo acconto degli stipendi sarebbe stato versato entro il 7 settembre con saldo il 15  – dichiarano le segretarie – ma la data del 7 è stata saltata, come il cda che non si è svolto, e quindi sale la preoccupazione”.
Proseguono le sindacaliste spiegando la situazione dei lavoratori: “Da gennaio ci sono problemi con i pagamenti e ciò per chi ha mutui e monoreddito è problematico ed ha portato addirittura i dipendenti ad organizzarsi per arrivare a lavoro in di più con un solo mezzo perché, scarseggiando i soldi, i pochi a disposizione si usano per cose di primaria importanza come per i figli. I lavoratori hanno sempre e comunque rispettato l’impegno lavorativo ma ora sono allo stremo delle forze. Da 2 mesi 3 lavoratori ex “la sosta” e 1 dipendente D.A. attendono mensilità e tfr. Una dipendente attuale viene pagata con i voucher, cosa che per noi non è plausibile”. Fanno appello alle società proprietarie come C.i.r. e Gemeaz-elior (che insieme a D.A. ha l’appalto per pasti all’esercito):” Vorremmo la loro partecipazione in Prefettura il 15 Settembre in modo tale da monitorare u  eventuale momento in cui possa precipitare la situazione ed in particolare a C.i.r. che fin’ora si è sempre defilata, chiediamo di prendersi le proprie responsabilità sulla cessione quote”.

Riproduzione riservata ©