“La potatura? Danno da 590mila euro”

Attraverso una lunga disamina, che riportiamo qui sotto, la Lipu torna sulla questione relativa alla potatura degli alberi del lungomare

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Attraverso una lunga disamina, che riportiamo qui sotto, la Lipu torna sulla questione relativa alla potatura degli alberi del lungomare. “La rivista scientifica Ecologia Urbana – si legge in un passaggio del comunicato – ha pubblicato una ricerca che quantifica i servizi ecosistemici persi a seguito della potatura effettuata nei mesi scorsi nei giardini del lungomare di Livorno, stimando un danno complessivo all’ambiente, alla salute pubblica ed al paesaggio in più di 590.000 euro all’anno”.

La Lipu – Sostanze inquinanti letali sottratte dall’aria che respiriamo (comprese le polveri sottili), attenuazione dei rumori, miglioramento del microclima con conseguente risparmio energetico, contrasto ai cambiamenti climatici ed agli eventi meteorologici estremi che causano alluvioni, aumento del valore immobiliare, e tanti altri vantaggi per la nostra salute, sicurezza ed economia. Sono i cosiddetti “servizi ecosistemici” prodotti dagli alberi e dalle siepi, in altre parole dal verde urbano delle nostre città.
Alla fine dell’inverno, sui media era comparsa una discussione tra coloro che criticavano la potatura dei giardini del lungomare e chi invece si dichiarava a favore, perché in tal modo si eviterebbe l’accumulo dei rifiuti ed altre attività illecite di persone maleducate. Innanzitutto, c’è da dire che assimilare i rifiuti alle piante è un grave errore culturale: non dobbiamo dimenticare che gli alberi sono essenziali per la nostra esistenza, poiché producono l’ossigeno che respiriamo, tramite quella “fotosintesi clorofilliana” che studiavamo sui banchi di scuola. Ci sono indispensabili allo stesso modo di quanto la bombola di ossigeno è vitale per un sub, quindi non può esistere altra esigenza più importante e preminente ai fini della nostra salute e sicurezza pubblica. Pertanto, è necessario pulire gli spazi pubblici dai rifiuti, sensibilizzare la gente e reprimere i comportamenti scorretti. Ma le piante lasciamole stare, altrimenti si “getta via l’acqua sporca col bambino dentro”.
In questi giorni, la rivista scientifica Ecologia Urbana ha pubblicato una ricerca che quantifica i servizi ecosistemici persi a seguito della potatura effettuata nei mesi scorsi nei giardini del lungomare di Livorno. Dalla letteratura di settore, sappiamo che ogni metro quadrato di superficie fogliare assorbe da 70 mg a 2,8 grammi di particolato all’anno (PM) e che ogni albero apporta benefici per almeno 144 euro all’anno. Calcolando il numero delle piante presenti sul lungomare, e ipotizzando che sia stata rimossa metà della vegetazione, è stato stimato che la potatura impedisce ad alberi e siepi di assorbire oltre 577 chilogrammi all’anno di inquinanti, con un danno complessivo all’ambiente, alla salute pubblica ed al paesaggio valutato in più di 590.000 euro all’anno. Purtroppo, ulteriori interventi di potatura, completamente senza senso né criterio agronomico non hanno risparmiato molte altre aree verdi della città (sia pubbliche che private), comprese Via Torino, Via Milano, Via Carega, Via Gramsci e Via Galilei. In particolare, i lecci lungo il Viale Carducci, che sono alberi sempreverdi e quindi hanno necessità di avere la chioma integra per tutto l’anno, sono stati orrendamente mutilati, senza alcuna ragione, tagliando rami con diametro ben al di sopra di quanto prevede il “Regolamento comunale del verde urbano pubblico e privato”. Cosa che peraltro era già avvenuta l’anno precedente alla Villa Fabbricotti.
Se assurdità gestionali di questo tipo sono sconosciute in qualsiasi altro Paese dell’Europa, c’è da chiedersi perché la gestione del verde a Livorno non sia ancora adeguata agli standard riconosciuti a livello internazionale, e perché il Regolamento comunale del verde urbano, che peraltro vieta le potature scorrette, troppo spesso venga disatteso. La qual cosa riguarda anche l’epoca degli interventi, vale a dire non si dovrebbero effettuare tagli di vegetazione durante la stagione di nidificazione degli uccelli (che dura da marzo fino a luglio), come invece sta avvenendo in questi giorni anche nei giardini del Corallo. Tra l’altro, come Lipu abbiamo proposto da diversi mesi che il regolamento venga ulteriormente migliorato, ma restiamo ancora in attesa delle decisioni, ricordando ad ogni modo che la fauna selvatica è protetta ai sensi della legge nazionale 157/92 e che la distruzione di un nido costituisce reato penale.

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