La Forestale: i nostri boschi come discariche

La Forestale invita i cittadini a collaborare con le istituzioni segnalando le emergenze ambientali al Numero verde 1515

Mediagallery

Ci chiediamo per assurdo cosa direbbe oggi Thoreau, autore del famoso “Walden ovvero Vita nei boschi”, se percorresse i boschi delle colline livornesi. Un territorio potenzialmente interessante, ma deturpato dall’abbandono di rifiuti che costellano strade, piazzole e sentieri; rifiuti di ogni tipo che vanno dall’auto abbandonata da decenni in un fosso presso Quercianella, a parti di carrozzeria, bottiglie, televisori ed elettrodomestici, calcinacci o ceramiche di scarto.
Il quadro nel complesso è desolante, anche perché gli interventi di pulizia che vengono con grande sforzo effettuati ad esempio da Comune di Livorno e Aamps, anche dietro segnalazioni del Corpo forestale dello Stato, spesso sono vanificati da nuovi abbandoni di rifiuti, in una spirale che sfocia nel degrado diffuso. Il Corpo forestale dello Stato, come la Polizia Provinciale di Livorno, molto hanno cercato in questi anni di arginare il fenomeno, che è legato essenzialmente alla mancanza di rispetto per il bene comune, quale è il bosco, e delle regole più semplici del viver civile.
L’abbandono di rifiuti è un comportamento da stigmatizzare, sia perché lo smaltimento regolare è possibile attraverso modalità consolidate e pubblicizzate (ad es. la raccolta di rifiuti ingombranti presso le isole ecologiche), sia perché si viene a danneggiare un patrimonio collettivo.
Si rammenta che gran parte del territorio delle colline livornesi fa parte del Demanio regionale, e rappresenta il cuore del cosiddetto Parco Provinciale dei Monti Livornesi, esteso per circa 3.300 ettari nei comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo. Si tratta di un polmone verde di importanza strategica, perché a ridosso di aree intensamente urbanizzate e con ambienti di rilievo per paesaggio, emergenze geologiche, fauna e flora. Si pensi alle Foreste di Montenero e Valle Benedetta, i torrenti Chioma e Ugione, o il Monte Pelato con rocce serpentiniti e rarità botaniche.
In un futuro prossimo in cui, probabilmente, organi di controllo del territorio come Forestale e Polizia Provinciale verranno inglobati in altre strutture, o comunque diversamente organizzati, si teme per il destino delle aree naturali, per il rischio concreto che vengano assimilate a discariche a cielo aperto, dove tutto è consentito. Pertanto occorre sensibilizzare le cittadinanza, a partire dalle scuole, ma anche uno scatto di orgoglio da parte di tutti.
Nel corso del 2015 il Comando Stazione del CFS di Montenero, competente per territorio, ha elevato 13 denunce penali (con 16 persone segnalate all’Autorità Giudiziaria) e 12 sanzioni amministrative, per un ammontare di circa 5.000 euro. Parte dell’attività del Comando Stazione è stata indirizzata al contrasto dello spaccio di stupefacenti in bosco, che nella zona del Cisternino ed aree limitrofe rappresenta una vera piaga. Si invitano i cittadini a collaborare con le istituzioni, segnalando le emergenze ambientali al Numero verde 1515 del Corpo forestale dello Stato.

Riproduzione riservata ©