Ippodromo: rischio chiusura dopo 120 anni

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di Linda Lensi

“Dopo i licenziamenti dei dipendenti dell’ippodromo, i problemi sono aumentati”, spiegano Paolo De Santi, direttore e dipendente della Livorno Galoppo, e Valerio Picchi, dipendente ippodromo, durante la conferenza che si è tenuta la mattina del 15 marzo proprio per lanciare l’ennesimo allarme per la situazione che si è creata sul caso Caprilli.
Visti i problemi economico-finanziari, dovuti ad un “intoppo burocratico”, i soldi non sono stati stanziati. L’11 gennaio è stato fatto un incontro per organizzare un piano di rateizzazione per sbloccare i soldi da parte del Ministero, ma, come ha spiegato De Santi, il “Comune sparisce, non viene ratificato niente e i soldi continuano a rimanere fermi”.
“Dunque ne deriva – continuano i due-  che c’è una volontà di far fallire la società Labronica Corse Cavalli per una scelta politica, ma quello che ci chiediamo è perché per due anni non c’è stato detto che sarebbe fallita? Il mancato preavviso è preponderante per noi, non solo, anche per chi svolge un lavoro all’interno dell’ippodromo si viene a creare un disagio. Se delle leggi fossero state attuate, ad oggi, ci sarebbe un futuro per la Labronica Corse Cavalli? Sono molte le domande e derivano da un lungo periodo di non risposte”.
Per loro, anche per chi è vicino alla pensione, mancano i contributi, ci sono accantonamenti dei fondi pensione.
La Livorno Galoppo è riuscita a gestire l’ippodromo fino al 31 dicembre 2014 per essere poi licenziata. Il Comune aveva manifestato l’intenzione di cedere un’altra proroga, che avrebbe consentito all’impresa di continuare a gestire l’ippodromo e dunque a dare lavoro a queste persone, ma l’Alfea non ha ancora trovato accordi con il Comune e non ci sono state proroghe. Inoltre l’ippodromo di per sé ha subito diversi danni, sia dovuti ad una tromba d’aria, ma anche un grave guasto alla cabina elettrica, che non permette di erogare acqua ed elettricità: dentro all’impianto non c’è sicurezza ne per i cavalli ne per chi continua a mantenerlo stando all’interno. Per gestire un impianto come questo sono necessarie molte risorse, viste anche le corse che vengono effettuate in notturna ed è un costo aggiuntivo molto elevato per l’illuminazione.

“Si chiede pertanto all’amministrazione – concludono-  un intervento immediato e decisivo e al sindaco di decidere del futuro dell’ippodromo, di tutto ciò che lo riguarda. Quello che vogliamo mettere in evidenza è che dopo 120 anni di storia, l’ippodromo cesserebbe di vivere”. Ad ogni modo, è passato più di un anno e mezzo e non ci sono stati cambiamenti; nel 2016 a Livorno probabilmente le corse dei cavalli non ci saranno. Quindi, chi e come può gestire l’ippodromo adesso?

 

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