In ogni parrocchia ci sarà un gruppo sportivo

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“Che abbia vinto o no mi sono divertito”, è il titolo di una nota canzone di un rapper milanese, ma è anche il titolo che meglio si addice a questo pezzo. Infatti nell’aula magna del Vescovado di Livorno è andato in scena l’incontro tra il Centro Sportivo Italiano della provincia di Livorno e Monsignor Simone Giusti: con un solo fine, portare un gruppo sportivo in ogni parrocchia. Il lettore adesso si domanderà: Perché? E’ proprio necessario avere un gruppo sportivo in una parrocchia? Il cammino di Fede prosegue anche senza, anzi, spesso un gruppo sportivo serve solo come mezzo per tenere i ragazzi in Chiesa o addirittura è un intralcio alle attività di catechesi…”i ragazzi pensano solo a giocare a pallone!”, quante volte abbiamo sentito una frase di questo tipo…
Ma ad opporsi a questa visione ristretta dell’attività sportiva è un’autorità incontestabile, ovvero Papa Francesco, che in occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla nascita del CSI elogia il valore dello sport quale strada educatrice alla ricerca del bene attraverso il coraggio e lo spirito di squadra, aiutandoci a superare gli individualismi e gli egoismi. La grande vittoria dello sport deve essere quella dell’aggregazione, della socialità e del bene. E in quest’ottica si legge un invito ben preciso: dare l’occasione a parroci e animatori sportivi di creare in ogni parrocchia un gruppo sportivo.
Vittoria e sconfitta nello sport non possono che essere immagini della nostra vita: dopo aver perso, ci si allena e si fatica per cercare di vincere la prossima partita, così nella vita il percorso ascetico: la crescita spirituale è fatta di passaggi ripidi e tortuosi, che possiamo superare solo con la forza della Fede. La vittoria è il Vangelo, la Parola di Dio che entra nel cuore dei ragazzi.
E’ dunque chiaro perché il ritornello della canzone prima citata spieghi benissimo lo spirito del gruppo sportivo. Infatti non importa vincere sul campo. Non è il punteggio di una partita a fare la differenza, ma piuttosto lo spirito e l’atteggiamento dentro e fuori, che devono essere di accoglienza e fratellanza: ma soprattutto Fede. Queste devono essere le solide basi su cui poggiare lo sviluppo di un progetto interessante e quanto mai prioritario per la realtà locale. Come ci spiega il presidente CSI Gianni Zanazzi, l’obiettivo è quello di coinvolgere gli iscritti ad Amichiamoci e all’AC nello sviluppo di attività sportive permanenti in ogni parrocchia. Ma certamente non si può prescindere dal notare, come ci dice il diacono Maurizio Caroti, che ad aiutare la crescita dei gruppi sportivi deve essere in primis la diocesi, mostrandosi favorevole a concedere campi e strutture di cui chiaramente il CSI non può fare a meno. E il Vescovo sembra andare in tal senso con la nomina di don Michele Esposto a consulente ecclesiale del CSI. E adesso andiamo a vincere la nostra partita!

articolo e foto tratti dal quotidiano online della Diocesi (clicca qui)

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