“Fedelpol, destino segnato”, 38 dipendenti a rischio

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L’Istituto di Vigilanza privata e portierato Fedelpol nel giro di breve tempo andrà alla chiusura e, in assenza di soluzioni alternative, i 38 dipendenti perderanno il posto di lavoro. Fedelpol è un’azienda storica del territorio, nata a Rosignano circa 30 anni fa era arrivata a impiegare 90 dipendenti, ma, negli ultimi 8 anni, passata di mano a diversi proprietari, è iniziato un inesorabile declino, culminato nella confisca da parte della procura della repubblica risalente al 2014. L’accusa è grave, i vertici dell’azienda vengono indagati per associazione mafiosa, l’attività però prosegue con la nomina di un amministratore giudiziario, Gianluca Casillo, tutt’ora alla guida di Fedelpol. L’azienda resta a galla, ma subisce un grave contraccolpo dalla vicenda, le banche si dimostrano sempre più restie a erogare crediti e da 90 dipendenti rimangono in forza soltanto 38.
In meno di due anni la forza lavoro della Fedelpol è più che dimezzata, fino al tracollo degli ultimi 6 mesi: da novembre, infatti, i lavoratori non percepiscono stipendio, l’azienda ha gravi carenze di liquidità a causa di mancati incassi e i debiti verso lo stato e verso gli ormai pochissimi istituti di credito disposti a finanziare ancora l’attività dell’azienda aumentano.  “Il destino di Fedelpol ormai è segnato – afferma con rammarico Giordano Fioretti, che segue la vertenza per la Filcams CGIL provincia di Livorno – presto saremo in Prefettura per un tavolo di concertazione, durante il quale l’azienda probabilmente confermerà l’avvio delle procedure di dismissione”. Ora per i dipendenti si aprono due strade “Ci è stata ventilata la possibilità dell’affitto di ramo d’azienda – illustra Fioretti – ma i dipendenti hanno manifestato l’intenzione di proseguire l’attività di Fedelpol fondando una propria cooperativa, iniziativa per cui c’è anche l’interessamento dell’associazione Libera, con cui la CGIL collabora a tutti i livelli”.

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