Forestale: tutelare la biodiversità del torrente Ugione

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Il Torrente Ugione, nella porzione che attraversa le Colline Livornesi, da dove trae origine, è una zona umida di notevole interesse ambientale: un piccolo corso d’acqua perenne dall’aspetto montano, la cui integrità dipende in larga misura dalla conservazione dei boschi che lo circondano. Una magnifica vegetazione forestale a galleria insiste lungo il torrente, con presenza di Carpino bianco a pochi chilometri dal mare, grandi lecci e querce sparse, Alloro in forma arborea e diverse felci e specie arbustive mesofite, come l’Erba di San Giovanni (Hypericum androsaemum).
Alla peculiarità dei luoghi contribuisce anche l’aspra geomorfologia, con affioramenti di rocce serpentinitiche (Poggio Corbolone) e sponde dai ripidi versanti, come nei pressi della località dell’Infernaccio.
Il Corpo Forestale dello Stato ha segnalato la particolare biodiversità della zona agli Uffici dell’Amministrazione Provinciale di Livorno, che gestiscono rispettivamente “Demanio Regionale” e “Autorizzazioni ai tagli boschivi” (Legge regionale 39/2000), al fine di garantire lungo il Torrente Ugione un regime di tutela delle formazioni forestali.
E’ notizia di questi giorni l’autorizzazione della Provincia di Livorno di una variante al Piano di Gestione Forestale dell’Azienda agricola Le Arcate (Comune di Collesalvetti), di cui si apprezza la sensibilità nel caso specifico, che prevede il mantenimento di una fascia boschiva di rispetto lungo il corso del Torrente Ugione, che ne delimita la proprietà sul confine con il Comune di Livorno. Qui il taglio del bosco influirebbe negativamente sul ciclo idrico e sul microclima locale, considerata la portata minima del torrente in estate, con il disseccamento delle pozze e la scomparsa della preziosa fauna “minore” ad esse associata (rettili, anfibi e pesci). Inoltre il taglio boschivo, con le varie operazioni connesse di allestimento ed esbosco del materiale legnoso, potrebbe incidere negativamente sulla stabilità idrogeologica dei versanti, assai ripidi.
La conservazione dei boschi lungo il Torrente Ugione potrà servire a mantenere le piccole popolazioni di fauna ittica autoctona, individuate preliminarmente da zoologi esperti dell’Università di Siena e di Pisa in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. Si tratta di endemismi come il Barbo tiberino (Barbus tyberinus) e il Cavedano etrusco (Squalius lucumonis), specie di pesci del distretto zoogeografico tosco-laziale inseriti nella Lista Rossa dell’IUCN dei vertebrati italiani (Ministero dell’Ambiente, maggio 2013), rispettivamente come “specie vulnerabile” e “specie in pericolo critico”. Altre specie contattate, ma con pochissimi esemplari, sono il Vairone, la Rovella, l’Anguilla e il Granchio di fiume. Indagini più accurate, potranno riservare positive sorprese, essendo il sito potenzialmente idoneo a molte specie di rettili ed anfibi, come ad esempio la non frequente Salamandrina dagli occhiali o la Biscia tassellata, ormai scomparsi in buona parte del territorio nazionale.

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