Comunità Ebraica vs Nogarin. La lettera del pres. Mosseri

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Non terminano le gatte da pelare per il primo cittadino di Livorno. Dopo essere finito nella bufera con il caso Aamps e accusato di non aver pagato la tassa sui rifiuti, arriva una forte lettera della Comunità Ebraica, a firma del suo presidente Vittorio Mosseri, nella quale si annuncia una frattura importante tra gli ebrei livornesi e Filippo Nogarin (qui in pagina insieme nella foto si Simone Lanari). A causare la reazione della Comunità Ebraica sarebbero stati due atteggiamenti del sindaco non digeriti bene dal presidente Mosseri che non ha esitato a prendere carta e penna. Il primo sarebbe riferito ad una mancata presa di posizione da parte della prima carica cittadina su di una frase pronunciata dal consigliere Valiani. Il secondo punto sul quale batte Mosseri è la recente “Giornata per la Palestina” ospitata nella sala più prestigiosa del Comune. Andiamo a vedere nello specifico le critiche mosse al sindaco e le richieste della Comunità Ebraica che minaccia, altrimenti, una rottura completa del dialogo.

Ecco la lettera integrale inviata a Filippo Nogarin e firmata dal presidente della Comunità Vittorio Mosseri (subito dopo la risposta dell’Associazione-Italo Palestinese)

sinagoga (3)“Pregiatissimo sig. Sindaco
A che gioco giochiamo?
I suoi concittadini ebrei meritano maggiore rispetto ed equilibrio nelle iniziative che il Comune da Lei gestito inserisce nella sua agenda e non solo.
Solo per una questione temporale innanzitutto vorrei chiederLe ragione di un suo mancato chiarimento sulla posizione espressa dal consigliere comunale Valiani in merito alla questione Fasulo. E’ forse proibito, e da chi, partecipare ad una iniziativa pubblica della massoneria?
Nel commentare la partecipazione di Fasulo alla riunione del Grande Oriente di Livorno il consigliere Valiani ha utilizzato slogan nazifascisti del tipo “ giudeomassoneria italica” ,che richiama il “complotto demoplutogiudaico massonico” tesi tanto cara durante il ventennio fascista.
Da parte Sua non una presa di distanza, non un chiarimento.
Ha pensato ai suoi concittadini ebrei, ha pensato a quali fantasmi potessero evocare in loro, li ha difesi come sarebbe stato giusto?
Dove si nascondono gli antifascisti a cui dovrebbe ribollire il sangue solo a sentire certe cose?
E veniamo adesso ad una faccenda molto più attuale:
“Giornata per la Palestina” di lunedì 30 novembre.
Ospitata, in un primo tempo, nella sala più prestigiosa del comune, e preceduta nella mattinata da una iniziativa che ha visto gli stessi relatori confrontarsi con gli studenti delle scuole superiori.
Penso Lei sappia che i promotori sono gli stessi che, recentemente hanno organizzato un’altra iniziativa del genere, sempre sotto la Vostra egida, dove le cose più gentili, riferite a Israele, erano che praticava la pulizia etnica, l’apartheid, il genocidio dei palestinesi, e tante altre amenità del genere.

LO STRISCIONE ESPOSTO A EFFETTO VENEZIA SUGLI SCALI DEL REFUGIO PRIMA E DOPO LA SUA RIMOZIONE

LO STRISCIONE ESPOSTO A EFFETTO VENEZIA SUGLI SCALI DEL REFUGIO PRIMA E DOPO LA SUA RIMOZIONE

La partecipazione di un rabbino, già noto per aver aderito ad iniziative del genere in Europa, e per i suoi interventi in sintonia con quanto sopra esposto non rappresenta certo per noi alcuna garanzia di rispetto della verità.
È questa l’equidistanza tra le posizioni che un’amministrazione comunale dovrebbe tenere su temi così attuali e scottanti come la questione israelo-palestinese?

Ancora non abbiamo dimenticato il Vostro atteggiamento quando lo scorso anno a Effetto Venezia non avete fatto rimuovere lo striscione della vergogna, cercando una mediazione con persone in malafede che nascondendosi dietro slogan antisraeliani, diffondevano l’odio antisemita.
In questa situazione di tensione globale, di guerra mondiale a pezzi e di terrorismo dilagante, sarebbe necessario che chi è più in vista, e Lei certamente lo è, non assumesse posizioni di parte ma che desse a tutte le parti in causa stesse occasioni di fare conoscere non solo la propria verità, bensì anche l’effettiva realtà delle cose mediante una vera imparzialità.
Quello che noi ci aspettiamo da Lei è una chiara inequivocabile presa di posizione contro quanto affermato dal consigliere Valiani, cosi come in merito alla iniziativa Giornata Palestina ci aspettiamo che anche alla controparte siano date la stesse opportunità e possibilità di visibilità.
In caso contrario, e cioè se Lei e la Sua Amministrazione continuerete a sostenere e propendere per una sola parte ritengo che non ci sia più spazio di dialogo e di collaborazione. Neanche per la prossima commemorazione del Rabbino Toaff nell’anniversario della sua scomparsa”.

Il Presidente
Vittorio Mosseri

La risposta dell’associazione Italo-Palestinese 

Si legge  che il Presidente  della Comunità ebraica di Livorno  si è “indispettito” con il sindaco Nogarin  per le due iniziative  di confronto  e di comprensione  della situazione in Palestina, di cui anche il Comune di Livorno  ha partecipato con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura. La prima iniziativa , del 24 ottobre scorso, dal titolo Palestina:Gaza e dintorni,  con la partecipazione di Pax Christi, dell’Associazione Italo – Palestinese ONLUS  e di Palestine Children’s Relief Fund – Italia,  è stata una presentazione attraverso video, immagini e testimonianze di paelstinesi  che hanno vissuto e vivono l’occupazione israeliana , e , nello specifico, GAZA , con gli interventi di Patrizia Cecconi, di Mahmud Said hamad, di Franco Dinelli e Martina Luisi, di ciò  che è tutt’oggi la vita di coloro che abitano nella “prigione  a cielo aperto”…Confronto, esperienze, realtà…La seconda “Giornata per la Palestina” del 30 novembre  aveva un sottotitolo  che dovrebbe fare pensare e riflettere l’intera Comunità ebraica… ” come gli italiani potrebbero aiutare israele e La Palestina per una soluzione giusta del conflitto”, dunque si è parlato di una soluzione giusta, legale , importante, pensiamo, per l’intera comunità israeliana e Palestinese.  Il fatto poi che il signor Mosseri accusi il Comune di Livorno di aver concesso una “sala prestigiosa” dell’Amministrazione pubblica, è un falso, perché, nella stessa mattinata del 30 novembre, ci è stato comunicato dalla segreteria dell’Assessorato alla Cultura, che la “Sala delle Cerimonie”  era stata negata , quindi ci hanno spostato  nel poleriggio  alla Biblioteca Labronica, con sommo disagio dei cittadini livornesi.  La Comunità ebraica  dovrebbe iniziare a riflettere su ciò che sta accadendo   in Palestina, su ciò che si potrebbe evitare,  se il governo di Netanyhau  cominciasse a dare l’avvio alle risoluzioni dell’ONU, evitando di continuare ad espropiare terreni palestinesi, ad occupare Gerusalemme Est, a distruggere oliveti, agrumeti e le case delle famiglie palestinesi, per non parlare del “muro della vergogna  che divide intere famiglie.

Associazione Italo – Palestinese ONLUS  – Livorno Mariella Valenti

Il commento dei Liberali Livorno – La Comunità Ebraica richiama, con la sua decisa ma sofferta lettera al Sindaco, l’Amministrazione alle proprie responsabilità di rappresentante di tutti i cittadini e non solo di alcuni di essi.
I rilievi mossi al Comune confermano quelli che ‎ avanzammo nei giorni scorsi,in pratica nel silenzio generale.
All’Amministrazione spetta ora la responsabilità di ricostruire un rapporto storico tra Livorno e gli eredi di una delle Nazioni fondatrici della città.
Urge farlo nell’interesse della cittadinanza tutta perche’, indipendentemente dagli orientamenti politici di ciascuno, un’amministrazione con questa perdita di credibilita’ e’ cosa grave.

Liberali Livorno

 

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