Drass, botta e risposta azienda-Nogarin

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La Drass di via Magri, azienda leader mondiale nel settore delle camere iperbariche per immersioni a grande profondità (300-350 metri), non si arrende e torna alla carica sulla questione urbanistica che rischia di compromettere il suo futuro (clicca sul link in fondo all’articolo per guardare il video). Lo fa con un video toccante  relativo alla problematica del sottopasso che, come ormai è noto, con l’attuale progetto dividerebbe in due la ditta che rischierebbe così di chiudere mandando sul lastrico circa 150 famiglie. “Data la totale sordità delle Istituzioni su questa drammatica situazione – spiegano dall’azienda-  abbiamo deciso di realizzare un video per sensibilizzare l’opinione pubblica e la Giunta Comunale. Tutto è fatto nel pieno rispetto delle Istituzioni, nelle quali crediamo e riponiamo la nostra fiducia, sperando che questo contribuisca a dare visibilità alla nostra situazione”.
Nel video, i cui protagonisti sono i figli dei dipendenti della ditta, si tinteggia la parodia dell’attuale situazione grottesca in cui versa la Drass. Il tutto è visto tramite gli occhi dei bambini che sono costretti a subire la prepotenza di un capostazione ostinato che vuole a tutti i costi far passare la ferrovia da quella strada, nonostante che questa scelta comporti notevoli problemi.

La risposta del sindaco Nogarin: “Una soluzione ci sarebbe ma…” (dalla pagina facebook del primo cittadino di Livorno). La società DRASS ha recentemente puntato il dito nuovamente sulla nuova amministrazione comunale in merito all’iter di progettazione, approvazione e costruzione del nuovo sottopasso stradale costruito da RFI in prossimità del passaggio a livello delle Sorgenti, accusandola La società DRASS in un video di Natale accusa nuovamente l’amministrazione e i consiglieri di maggioranza di non avere a cuore il destino della loro società e di non ascoltare alcuna proposta alternativa. In merito a queste accuse il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle invita intanto la cittadinanza, i dipendenti DRASS e i loro familiari a rivedersi la seduta di Commissione Consiliare IV° esclusivamente dedicata all’audizione di due rappresentanti di DRASS, ascoltati da tutti i componenti della commissione, dall’Assessore all’Urbanistica Alessandro Aurigi, dal dirigente dell’Urbanistica Arch. Riccardo Maurri e da due rappresentanti di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) che attualmente stanno realizzando, a loro spese, il sottopasso in questione. (http://video.comune.livorno.it/ – Quarta Commissione Consiliare seduta del 26 Novembre 2014 ore 15).

La chiarezza però è necessaria affinché i cittadini comprendano a fondo di cosa stiamo parlando. Di primo acchito tutti noi del gruppo consiliare, abbiamo ascoltato e preso per buone le motivazioni della protesta di DRASS, privi inizialmente di una serie di informazioni approfondite sulla vicenda e preparati come dei normali cittadini, esclusivamente da poche notizie di parte. E infatti da una banalissima ricerca per argomento “Drass” , emerge che della DRASS sostanzialmente… non si sa nulla: tranne due articoli che ne parlano in maniera parziale, tutti gli articoli su DRASS hanno una data posteriore all’8 Giugno 2014, guarda caso dopo la vittoria del Movimento 5 Stelle. Eppure, che DRASS avrebbe avuto un problema con il percorso del sottopasso, lo sapeva da ben prima, presumibilmente da fine 2005 quando il progetto è stato approvato e sui terreni è stato posto il vincolo preordinato all’esproprio. Ma da allora non si hanno notizie di stampa o di clamorose proteste se non dal giorno 16 Giugno 2014 in cui si può leggere il primo articolo dedicato alla vicenda.
Ma DRASS poteva saperlo da fine 2005? Non è dato saperlo poiché da una banalissima Visura Catastale emerge che nonostante fossero stati apposti i Vincoli Preordinati all’Esproprio la società DRASS acquista da MAGRI srl la porzione di capannone posta a Est rispetto al percorso del sottopasso in data 25/06/2007 ovvero un anno e mezzo dopo l’apposizione dei vincoli. Non è dato sapere se DRASS fosse a conoscenza di tali vincoli preordinati all’esproprio sull’area che sarebbe andata ad acquistare oppure se legittimamente abbia investito un capitale di rischio confidando nella lentezza burocratica o confidando che quel capannone fosse sufficiente a tutte le attività che aveva in essere all’epoca. E’ bene precisare che DRASS nel 2007 ha acquistato un capannone posto interamente ad est del percorso stradale previsto e quindi non si può affermare che l’azienda veniva divisa in due non avendo in proprietà alcun capannone ad ovest di tale percorso a quel momento. La questione DRASS esplode a mezzo stampa il 16 Giugno 2014, 7 anni dopo l’acquisizione del primo capannone e quasi 9 anni dopo l’apposizione dei vincoli preordinati all’esproprio, nonché mesi e mesi dopo l’inizio dei lavori del sottopasso nel lato mare dello stesso. Anche qua è bastata una banalissima Visura Catastale per sapere che, nonostante i problemi, nonostante i vincoli, nonostante tutto… DRASS ha acquisito il capannone dalla società Liburnia srl, posto ad ovest del percorso stradale previsto, addirittura il 27/06/2014 ovvero 11 giorni dopo l’uscita dell’articolo di stampa. A livello di proprietà, secondo la documentazione fornita dall’Agenzia del Territorio, possiamo dunque dire che al momento della denuncia mediatica, DRASS era proprietaria solo dell’area posta da un lato del percorso.
Lasciamo al lettore ogni giudizio in merito alla proprietà, passiamo alla proposta alternativa. La proposta di DRASS di viabilità alternativa, ovvero una linea quasi retta dal sottopasso fino alla rotatoria di Via dell’Artigianato a primo impatto, e soprattutto a chi non mastica di mobilità, può sembrare una ottima alternativa. Peccato che non si prendano in considerazione numerosissime criticità e si focalizzi l’attenzione esclusivamente al percorso senza analizzare in maniera più ampia la mobilità di ingresso alla città e i quartieri interessati da questa modifica progettuale. La proposta DRASS prevede una variante urbanistica che, per quanto si propagandi assiduamente “Si fa in tre balletti”, è normata dalla legge, nei tempi, negli elaborati, nel periodo di osservazioni da presentare, nel periodo delle controdeduzioni tecniche e nei processi di adozione e approvazione, non proprio una cosetta di due giorni!
1° Criticità – La proposta DRASS crea una alternativa diretta agli assi di accesso alla città Via Firenze-Viale Carducci. Preliminarmente può sembrare una buona idea ma cosa accadrebbe al quartiere delle Sorgenti se una notevole mole di traffico (attualmente scoraggiata dalla possibilità di trovare il passaggio a livello chiuso e successivamente dal percorso non lineare della strada) si riversasse sulla Via delle Sorgenti? Cosa succederebbe all’incrocio semaforico con Via Donnini e Via Lunardi? Sicuramente queste due vie sarebbero caricate da una mole di traffico molto più pesante: una parte percorrerebbe Via Donnini per andare a cercare una alternativa al cavalcaferrovia del Corallo, l’altra girerebbe in Via Lunardi e proseguirebbe sulla Via Mastacchi per raggiungere il centro città; entrambe le vie sono vie intraquartierali e non sono vie di scorrimento e attraversamento come possono essere il Viale Carducci e l’Aurelia cittadina. La qualità della vita complessiva nel quartiere Sorgenti diminuirebbe drasticamente.

2° Criticità – In tema di tutela dei bambini, si fa passare una viabilità di scorrimento anche pesante praticamente dal giardino della Scuola d’Infanzia Pian Di Rota eliminando gran parte del verde che la circonda e avvicinando il traffico di scorrimento alle sue finestre. Un passo in avanti rispetto alla prima proposta che proponeva di salvare i capannoni del Gommificio Italiano passando letteralmente davanti alle Scuole Medie Michelangelo (qua non erano rispettate nemmeno le pendenze di legge necessarie per le rampe stradali) e disperdendosi in strade ancor più piccole della Via delle Sorgenti!

3° Criticità – E’ stato detto più e più volte che questo intervento non costa niente alle casse comunali. Attualmente i costi del sottopasso sono a carico di RFI, con la modifica richiesta da DRASS, oltre ai costi amministrativi della variante urbanistica, si aggiungono i maggiori costi di realizzazione: è da fare un ponte sul Rio Cigna e una rotatoria su Via dell’Artigianato (in parte nell’area verde delle scuole di cui sopra) nonché tutta la strada di collegamento.

4° Criticità – L’analisi di DRASS non tiene in considerazione che anche il passaggio a livello di Via Provinciale Pisana viene chiuso e che i residenti della parte est della via, con la loro proposta, si troverebbero completamente esclusi dai collegamenti con il quartiere Sorgenti, dovendo passare o da Via Firenze o da Via dell’Artigianato con tutte le criticità dovuta alla tipologia di traffico. La proposta di RFI invece permettere ai cittadini della zona di raggiungere direttamente il sottopasso percorrendo la Via Nicola Magri per la quale stiamo studiando delle opzioni migliorative anche rispetto al progetto RFI.

Non siamo stati con le mani in mano ma abbiamo proposto una soluzione che non comportasse una variante urbanistica, non comportasse la apposizione di nuovi vincoli di esproprio, non comportasse grandi modifiche progettuali ad un progetto che non è preliminare, non è definitivo ma è esecutivo e in corso di realizzazione. Abbiamo proposto a DRASS, qualora vi fosse accordo con la proprietà BIAGI (questa tagliata in due dalla strada a raso), di proseguire in tunnel il percorso del sottopasso, lasciando dunque il piazzale che DRASS ritiene vitale, e riemergere in rampa sulla strada che conduce a Via Chiabrera. Ovviamente i maggiori costi dell’operazione non possono essere sostenuti dal Comune di Livorno in quanto è DRASS che ha proseguito ad acquistare i capannoni in un’area sottoposta a vincolo di esproprio anche dopo l’inizio dei lavori di costruzione e non possiamo far ricadere sulla testa di tutti i cittadini livornesi i costi di un investimento che, col senno di poi e anche quello di pria, si è rilevato sbagliato. Profitti privati e perdite pubbliche fanno parte di un capitalismo che vorremmo vedere sempre meno. Infine vogliamo fare una ultima precisazione: è stato detto più volte a mezzo stampa che se il progetto andasse avanti DRASS sarebbe costretta a delocalizzare altrove con la potenziale perdita dei 150 posti di lavoro esistenti; a mero titolo informativo verso la cittadinanza portiamo all’attenzione di tutti che DRASS opera già in Romania collegata come “sister company” alla società Pressafe (www.pressafe.com) che opera nel medesimo settore da anni. Chiediamo dunque di dire tutta la verità in merito alla questione sapendo che da parte dell’amministrazione vi è ogni disponibilità a risolvere la questione a patto che una diatriba privata non danneggi l’intera collettività. E per cortesia, lasciate il Natale ai bambini, senza strumentalizzarli emotivamente in vicende così tristi.

La contro-risposta dei dipendenti Drass – Alla luce delle recenti esternazioni del Sindaco Nogarin, dobbiamo purtroppo rilevare una palese inadeguatezza di chi rappresenta il Comune ad affrontare una situazione di contraddittorio. Purtroppo tale inadeguatezza lo porta a non volere in effetti analizzare le argomentazioni altrui e ad esporsi in affermazioni che talora sfociano nell’insinuazione. Continueremo comunque a portare avanti le nostre ragioni in modo pacato, purtroppo a questo punto consapevoli che il buon senso non prevarrà e che solo la via giudiziaria ci darà ragione. Rispondiamo pertanto punto per punto.

1.      Il Sindaco continua a evidenziare come la pratica di esproprio risalga alla notte dei tempi, senza acquisire consapevolezza che è proprio questa la ragione che ne ha causato la decadenza ed illegittimità ai sensi di legge, oltre a numerosi altri vizi procedurali. In esito a questa decadenza, la Drass ha acquisito A PREZZO DI MERCATO nel 2014 i terreni che aveva già in affitto, per supportare un recente ed importante sviluppo aziendale che non poteva essere previsto nel 2005. Si tratta di quel mondo reale, di cui probabilmente il Sindaco Nogarin ha fatto presto a dimenticarsi una volta insediato, in cui in Italia un’azienda emerge, vince contratti e crea occupazione, una volta ogni tanto, invece di fallire. Di questo il Sindaco sembra quasi fare una colpa alla Drass. Il Sindaco, a suo tempo, è stato prontamente informato dell’acquisizione e ristrutturazione del Capannone della Liburnia, pagato ben oltre un milione di Euro. Il Sindaco sapeva che si trattava di una risposta forte della Drass ai lavoratori impauriti ed una dimostrazione che l’azienda non li abbandonava al loro destino. Non abbiamo paura del giudizio dei lettori malignato dal Sindaco. E’ disponibile la mail della Drass in cui il Sindaco veniva informato dell’acquisizione, non c’era bisogno di scomodare il catasto.

2.      Per quanto riguarda il giudizio della proposta Drass ci rimettiamo alla competente valutazione dell’ACI Ed evidenziamo ancora una volta come sia stata la Drass a prevedere un parco effettivamente fruibile alla Scuola d’Infanzia Pian di Rota, con accesso in area pedonale, mentre l’attuale progetto si accontenta di disegnare un rettangolo verde attualmente non frequentato e deserto, circondato, quello sì, da strade ad alto scorrimento. Invitiamo l’Amministrazione a presenziare il territorio invece di disegnare rettangolini verdi sul piano regolatore. Oltre a questo il piano Drass rende disponibili ampi parcheggi di scambio, mentre il progetto comunale elimina i pochi già esistenti.

3.      Il Comune ha ripetutamente negato un incontro chiarificatore tra il legali di parte, grazie al quale potremmo dimostrare come l’attuale ostinazione del Comune ad appiattirsi sulla posizione di RFI per perseguire un progetto illegittimo porterà ingenti danni alle casse comunali in termine di ripristino della viabilità preesistente e risarcimenti danni. Attendiamo l’esito del giudizio legale per darne evidenza, visto che non è possibile avere questo incontro.

4.      Abbiamo già ricevuto parere favorevole del Comitato Picchianti Nord alla proposta Drass. I residenti non sono contenti che il dedalo di ristrette vie a senso unico, già affollate di mezzi pesanti, possa ulteriormente congestionarsi. Ma possiamo convenire con l’Amministrazione che il tentativo  di sopprimere ogni realtà industriale nell’area di Livorno possa senza subbio ridurre il traffico nelle aree industriali.

5.      Per quanto riguarda i profitti privati e le perdite pubbliche invitiamo il Signor Sindaco a non a puntare il dito su un’azienda che dal territorio ha finora ricevuto solamente la professionalità dei propri lavoratori. La Drass ha già proposto soluzioni cooperative che aiutassero il Comune ed RFI a rimediare la situazione paradossale da loro stessi creata. Verificasse il Signor Sindaco come mai aziende fornitrici del Comune sono state già lautamente pagate da anni per il proprio terreno, del quale sono rimaste in disponibilità gratuita, senza che lo stesso terreno espropriato fosse reso disponibile alla collettività sotto forma di viabilità.

6.      La Drass non ha mai nascosto di giovarsi di una Sister Company in Romania, operante su quella carpenteria pesante a basso valore aggiunto, che in Italia non riesce a sostenersi, poiché le carpenterie pesanti italiane da noi precedentemente utilizzate sono tutte chiuse. Una grande struttura che potrebbe forse ospitare la produzione italiana Drass con minori costi e con più profitto. E a farne le spese sarebbero i nostri lavoratori di Livorno, che, grazie alla sinergia con la struttura romena, sono invece triplicati negli ultimi anni. Delocalizzare sarebbe una scelta facile ed ovvia, per quel capitalismo che il Sindaco Nogarin teme così tanto. Ci spiace deluderlo ma quel capitalismo non siamo noi. I nostri ragazzi di Livorno sono la Drass, senza di loro la Drass non sarebbe quello che è adesso e noi non li abbandoniamo. Noi abbiamo ragione, e non ce ne andremo.

E per inciso, se ritiene strumentalizzazione il sentimento di bambini preoccupati per il posto di lavoro dei propri genitori, dovrebbe veramente riflettere se lei è la persona giusta al posto giusto.

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