Don Medori contro il Vernacoliere, e scrive al prefetto: “Locandina tabù sui preti pedofili”

di gniccolini

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Succede anche questo a Livorno. Che un parroco, in questo caso quello di Sant’Andrea, don Edoardo Medori, si scagli contro il Vernacoliere e scriva a sindaco e prefetto per chiedere un’ammonizione ufficiale al giornale satirico che da anni fa sorridere i livornesi (ma non solo) con le sue pagine ma soprattutto con le sue locandine storiche e d’impatto. L’ultima in particolare però, non ha fatto sorridere il parroco. Era quella in cui si parlava dei preti pedofili. La civetta appesa a tutte le edicole recitava: “Preti pedofili, un’idea der Papa: braccialetto elettrònio all’u…. per vedé dove lo mettano”. Né più né meno di tante altre sagaci e pungenti uscite del direttore Mario Cardinali. Ma se in tanti hanno sorriso Don Medori non l’ha fatto e ha preso carta e calamaio per scrivere a Nogarin e al prefetto in quanto, a suo avviso, avrebbero turbato i bambini. “Il problema riguarda i minori – scrive Don Medori nella lettera inviata alle autorità e pubblicata in prima pagina nella nuova edizione de Il Vernacoliere che dedica ampio spazio alla vicenda – i quali accompagnati dai genitori alle edicole per l’acquisto di pupazzi, collezioni varie (…) si imbattono nella lettura della locandina de “Il Vernacoliere”, creando forte imbarazzo nei genitori che non sanno e non possono rispondere a certe domande curiose dei loro figli (…) Rivolgo alle istituzioni un sollecito perché intervengano presso l’editore invitandolo alla prudenza e saggezza, come segno di rispetto per tutti, specialmente per i minori”.
E Cardinali, di tutta risposta, ha visto bene di basare il suo editoriale con un ampio articolo corredato dalle foto dei carteggi tra parroco-prefetto-Vernacoliere. “Qualcuno dovrà pure spiegare a tale don Medori – esordisce il direttore della rivista satirica – parroco di S.Andrea in quel di Livorno, che non solo non siamo più ai tempi della Santa Inquisizione, ma neppure a quelli del Papa Re. E che in una democrazia laica e repubblicana – aggiunge – uno stato di diritto qual è o almeno dovrebbe essere l’Italia, è quantomeno anacronistico che un prete, cittadino fra i cittadini, esorti un sindaco e un prefetto ad ammonire un giornale per una locandina sui preti pedofili”.
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