Confesercenti: in due mesi chiuse 102 attività

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Nel primo bimestre 2016 è di 206 il saldo negativo tra aperture e chiusure delle attività del commercio, del turismo e dei servizi. Solo nella città di Livorno siamo a -62 con un un numero shock di 102 attività chiuse tra gennaio e febbraio (clicca sul link in fondo all’articolo per consultare tutti i dati). La proiezione dei dati al primo trimestre 2016, sulla nati-mortalità delle imprese, ci porta a stimare fra commercio e turismo un saldo negativo “shock” di oltre 300 attività nella nostra provincia di cui 100 solo a Livorno. Questi sono i dati che emergono in tutta la loro gravità dall’ufficio Studi della Confesercenti.

Il primo bimestre si chiude, nel commercio al dettaglio, con 75 imprese in meno, delle quali 30 solo nella città di Livorno, in leggero miglioramento rispetto ai bimestri passati; da sottolineare la caduta delle iscrizioni (solo 20 nuove iscrizioni in tutta la provincia ed 8 a Livorno)

Nel comparto della ristorazione si registra il peggior saldo negativo degli ultimi tre anni (-13 attività in totale di cui 6 a Livorno), in analogia a quanto avviene per i bar (-14 attività in totale di cui 4 a Livorno) a conferma dei timori sull’arresto dell’onda lunga che, da una parte i numerosi programmi TV (Master Chef ecc..) e la diffusa precarietà, avevano innescato.
In forte ridimensionamento anche il settore del commercio su aree pubbliche che ormai da alcuni anni presentava trend di crescita esponenziali: infatti nei primi due mesi dell’anno il saldo è positivo di sole 5 unità nella città di Livorno mentre il dato aggregato provinciale di attesta a -3.

Ciò a conferma di come tale settore fosse diventato ormai da tempo un “area rifugio” per chi si improvvisava imprenditore oppure era alla ricerca di un lavoro.
Ma ciò che preoccupa ancor di più è il fatto che nel primo bimestre 2016 si registri il più basso tasso di apertura di nuove imprese: 103 a fronte di 309 cessazioni (-206) nell’intera provincia di cui 40 a fronte di 102 cessazioni nella città di Livorno (-62)

“Come possiamo facilmente verificare – dichiara Alessandro Ciapini, direttore Confesercenti provinciale di Livorno- deflazione e contrazione dei consumi stanno letteralmente distruggendo il tessuto imprenditoriale dei comparti di nostro riferimento. Qui non si tratta di fare i gufi o i catastrofisti – prosegue il direttore – ma è oggettivo come i dati confermino una difficoltà delle imprese a “reggere” un mercato fortemente condizionato dalla contingenza economica negativa, soprattutto in una città come Livorno piegata dalla crisi più pesante dal dopoguerra, ed in un territorio costiero provinciale caratterizzato da due aree di crisi industriale complessa distanti tra loro di solo 80 km appunto Livorno e Piombino”.

“Senza una decisa ripresa dei consumi – dice Ciapini -interni sarà impossibile invertire questa tendenza. Turn-over, esistenza in vita sempre più ridotta, nuove aperture col contagocce sono elementi di grandissima preoccupazione che devono spingerci ad ottenere provvedimenti normativi adeguati per fronteggiare queste “emergenze”.

NOTE DI SINTESI – Ad inizio 2016 risultano registrate nella provincia di Livorno 4287 imprese del commercio al dettaglio, di cui 3616 nel comparto non alimentare e 671 in quello alimentare; le imprese del comparto “Alloggio e somministrazione” sono 7239 (3638 alloggio e somministrazione, 685 solo alloggio, 1773 ristorazione, 1143 bar).  Oltre il 45% delle attività del Commercio al dettaglio si trovano nella città di Livorno (1954) così come il 32% delle attività di Alloggio e Somministrazione (2304)

 

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