Boom di affitti in città. Dati. Primi in Toscana

Subito dopo Livorno, le provincie dove si segnalano numeri alti di affitti sono Firenze (2° posto con il 18,1%), Siena e Pisa (3° ex-aequo con il 16,9%)

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Livorno è la provincia toscana con la maggiore densità di famiglie che abitano in affitto (18,6%). È quanto emerge da un’analisi* di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che ha tracciato una mappa delle zone d’Italia dove si vive di più in affitto.

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Con una percentuale del 24%, Portoferraio è il primo comune livornese e il quarto in regione per numero di affittuari. Seguono Livorno (2° posto in provincia e 7° in regione con il 21,6%) e Porto Azzurro (3° in provincia con il 20,7%). Poco diffuse le locazioni a Marciana (ultima in graduatoria provinciale con il 6,6%), Marciana Marina (penultima con il 10,5%) e San Vincenzo (terzultima con l’11,5%).
Il comune toscano con la più alta densità di locazioni (25,9% di famiglie in affitto) è Santa Croce sull’Arno in provincia di Pisa. Oltre a Livorno, fra le grandi città si distinguono Pisa (2° posto in regione con il 24,7%) e Firenze (6° posto con il 21,9%), anche se, in generale, gli affitti tendono a concentrarsi nei centri urbani più piccoli. Le famiglie ricorrono di più agli affitti nel comune fiorentino di Marradi (3° posto con il 24,1%), a Montecatini – Terme (5° posto con il 23,7%) nel pistoiese e a Pontedera (8° posto con il 21,3%) nel pisano. Seguono in coda alla classifica Colle di Val d’Elsa (9° posto con il 21,2%) nel senese e Aulla (10° posto con il 20,8%) in provincia di Massa – Carrara.

“In Italia fino ad oggi – commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d’immobili e molto meno a chi va in affitto. Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi sta cambiando la visione culturale dell’affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca – prosegue Spronelli – certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale”.
Subito dopo Livorno, le provincie dove si segnalano numeri alti di affitti sono Firenze (2° posto con il 18,1%), Siena e Pisa (3° ex-aequo con il 16,9%). Sono in linea con la media regionale della Toscana (16,6%) le percentuali di contratti di locazione che vengono stipulati a Massa – Carrara (4° posto regionale con il 16,3%), Pistoia e Prato (5° posto ex-aequo e 15,9%). Meno utilizzati gli affitti in provincia di Arezzo (6° posto e 15%), Grosseto (7° posto e 14,5%) e Lucca (8° posto e 14,1%).

Fra le regioni italiane dove si ricorre molto all’affitto, la Toscana occupa il 9° posto (con il 16,6%) in una graduatoria dominata da Campania (1° posto e 24,4%), Valle d’Aosta (2° e 22,5%), Liguria (3° e 22,2%) e Piemonte (4° e 22,1%). Percentuali molto basse di persone che utilizzano la locazione in Molise (ultimo con il 10,9%), Basilicata (penultima con l’11,9%) e Sardegna (terzultima con il 12,5%).

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