Usura, 69enne arrestato all’alba dai carabinieri

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Nello scorso mese di novembre, nell’ambito dell’operazione contro il reato di usura denominata “Mike- Real Estate”,  gli erano stati sequestrati beni per oltre 4 milioni di euro e, contestualmente, gli era stato notificato il divieto di dimora nella provincia di Livorno. A distanza di poco più di 3 mesi dalla parziale conclusione dell’attività investigativa condotta, di concerto, dai carabinieri del reparto operativo e dalla guardia di finanza di Livorno, alle prime ore di questa mattina i militari del nucleo investigativo dell’Arma hanno tratto in arresto (ai domiciliari), su ordine di custodia cautelare emesso dal Gip di Livorno, il 69enne Michelangelo Fedele, ritenuto responsabile del reato di usura.

Il provvedimento di arresto è, pertanto, intervenuto in sostituzione della precedente misura del “divieto di dimora nella provincia livornese” cui  Fedele era stato sottoposto nello scorso mese di novembre al termine dell’Operazione “Mike”, proprio in virtù del riconosciuto pericolo concreto che l’uomo possa reiterare il reato ed avvicinare le vittime dell’usura. La misura risulta infatti aggravata anche dal “divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi”. A novembre, nel corso della prima attività investigativa, i militari avevano anche proceduto al sequestro di circa 35 unità immobiliari, tra appartamenti, appezzamenti di terreno e magazzini, tutti ubicati tra Livorno e Cecina, del valore complessivo stimato in oltre 4 milioni di euro. Si trattava, in particolare, di beni immobili acquisiti, tra il 2005 e il 2012, da Michelangelo Fedele attraverso compravendite o mediante aggiudicazione all’asta, utilizzando disponibilità finanziarie di dubbia provenienza, intestati o cointestati, in alcuni casi, solo formalmente alla moglie e ai tre figli.
Questi ultimi, ormai non più appartenenti al nucleo familiare del soggetto, risultavano aver effettuato acquisizioni immobiliari di ingente valore per conto del padre, pur non avendo mai dichiarato redditi oppure avendo percepito entrate di modesta entità. Dalle indagini patrimoniali sviluppate in quei mesi dai militari della Guardia di Finanza era inoltre emersa un’operatività sui conti correnti e i dossier titoli continuativa nel tempo, basata su un intenso ricorso al contante, sull’utilizzo anomalo dell’assegno e su continui investimenti in strumenti finanziari. Le movimentazioni dei conti erano risultate, quindi, sovradimensionate rispetto al profilo economico di Fedele che ufficialmente gestisce dal 2000 un’attività agricola tramite una ditta individuale, ma esercita di fatto, stando a quanto riferiscono i militari dell’Arma, un’attività di mediazione immobiliare per i suoi fini illeciti. L’attività di indagine portata avanti dai carabinieri ha invece consentito di accertare le responsabilità a carico di Fedele per il reato di usura. L’uomo, infatti, secondo quanto raccontano gli inquirenti, era solito prestare denaro “a strozzo” a tassi usurai (solitamente pari al 100%) attraverso un meccanismo consolidato e solo apparentemente lecito.
I prestiti di denaro, secondo le indagini, erano di fatto dissimulati con preliminari di vendita di uno o più immobili di proprietà dello stesso richiedente il prestito, facendo figurare la somma prestata come caparra ma prevedendo la restituzione del denaro da parte dell’usurato sotto forma del doppio della caparra, oppure inserendo una penale come clausola dell’eventuale recesso. Gli effetti dei prestiti usurai, raccontano i carabinieri, venivano di fatto aggravati da Fedele dalla indicazione, nel preliminare di vendita dell’immobile dell’usurato, di un prezzo di gran lunga inferiore (solitamente pari alla metà) al valore reale di mercato. Ciò costringeva la vittima a corrispondere un interesse usuraio pari al doppio della caparra o pari alla penale elevata  per non perdere la disponibilità dell’immobile. Nella maggior parte dei casi le vittime, non riuscendo a restituire il prestito entro i termini, finivano con il perdere la proprietà della loro abitazione che veniva, pertanto, acquisita da Fedele ed intestata agli altri componenti della propria famiglia.

 

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