Ubriaco molesta i clienti di due locali, poi fa il diavolo a quattro in questura: denunciato

La polizia ha denunciato un 42enne residente nel comune di Collesalvetti. L'uomo aveva il permesso di soggiorno scaduto nel 2012

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Ubriaco molesta i clienti di due locali nel giro di poche ore: denunciato dalla polizia. E’ accaduto ieri. Nella prima circostanza la polizia è intervenuta in piazza del Cisternone all’interno del bar “La Dolce Vita” su richiesta del titolare, il quale segnalava un uomo che disturbava la clientela.
La persona, in evidente stato in ebbrezza, si era rivolta con parole colorite all’indirizzo della commessa e verso il titolare intervenuto in difesa. Resosi conto che stavano per arrivare le forze dell’ordine l’uomo si è allontanato dal bar. Agli agenti intervenuti, il titolare ha fornito una descrizione del soggetto fermato poco distante dal locale mentre si trovava sul marciapiede in un andamento incerto.
Dagli accertamenti è emerso che si trattava di H.B, del 1971, serbo, residente nel comune di Collesalvetti con il permesso di soggiorno scaduto nel 2012. Al 42enne è stata contestata la sanzione amministrativa per ubriachezza molesta ed è stato invitato a regolarizzare la sua posizione sul territorio italiano.

Ma non finisce qui.  Poche ore dopo, intorno alle ore 21, il titolare dell’enoteca di via Sproni ha chiamato per segnalare un uomo in stato di ubriachezza che, anche in questo caso, dava fastidio ai clienti. La pattuglia inviata sul posto, dopo aver raccolto la descrizione del personaggio, lo ha rintracciato in via Mentana. Al momento del controllo il 42enne,  lo stesso del pomeriggio, ha dato in escandescenza minacciando gli operatori e cercando di sottrarsi al controllo.  Alla fine è stato denunciato in stato di libertà per resistenza e minacce a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato in quanto una volta all’interno degli uffici della caserma di viale Boccaccio invece di calmarsi ha iniziato a prendere a pedate le panche, danneggiando sempre con dei calci la porta della stanza, provocandone così  la rottura.

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