Muore a 59 anni al Limoncino

A dare l’allarme, intorno alle 14,20 dell’11 aprile, è stato il genero che era andato a cercarlo preoccupato dal fatto che per tutta la mattina la moglie e la figlia non erano riuscite a mettersi in contatto.
Primo Trevisan, livornese di 59 anni, si trovava senza vita nel letto della casetta della cava ex Canaccini, a Limoncino, utilizzata prima come punto di appoggio per i lavoratori della cava e poi divenuta la dimora del guardiano, dopo l’attentato del 2011, quando vennero dati alle fiamme i teloni di Bellabarba. In base a quanto appreso, l’uomo si era temporaneamente trasferito lì dalla casa in città, in via Angiolo Tommasi, per ristrutturare il rudere con l’obiettivo di viverci. La famiglia sapeva di questo suo “piano” e dato che giovedì si era sentito male nella mattinata di ieri lo avevano chiamato più volte al telefono per accertarsi delle sue condizioni di salute.
Le mancate risposte hanno spinto il genero a recarsi al Limoncino scoprendo quanto era accaduto. Sul posto la Misericordia di Livorno con medico a bordo, il quale ha solo potuto constatare il decesso. Sul posto poco prima delle 18 è poi giunta la Svs per il recupero della salma. Sul posto anche i carabinieri. I militari di Ardenza hanno confermato le cause naturali del decesso. All’interno della casetta sono stati trovati diversi attrezzi da muratore.

 

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