Trovati padre e figlio in fuga. I due erano all’AcquaPark

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E’ stato ritrovato nel primo pomeriggio di venerdì 7 agosto, intorno alle 16,30 il padre di 39 anni che giovedì 6 agosto era scomparso insieme al figlio eludendo la sorveglianza dei due assistenti sociali. L’uomo è stato rintracciato all’Acquapark di Cecina insieme al piccolo di 5 anni con il quale si era allontanato a bordo di un furgone grigio chiaro. Il padre è stato riconosciuto dal collega della moglie che ha immediatamente chiamato la polizia che ha mandato gli agenti del commissariato di Cecina sul posto. I poliziotti hanno prima effettuato un sopralluogo nel parcheggio del parco acquatico per riscontrare la presenza del furgone Nissan con cui si era allontanato il padre. Poi sono entrarti, in borghese, all’interno dell’AcquaVillage di Cecina. Padre e figlio sono stati trovati in cima alla scala di uno degli scivoli dell’Acquapark. Il padre non ha opposto resistenza ed è stato accompagnato con il figlio a Livorno. Gli agenti hanno atteso che il bambino e il padre finissero di godere dell’attrazione e poi lo hanno avvicinato chiedendogli di seguirli. L’uomo è stato portato prima al commissariato locale e poi in questura a Livorno con un’auto di servizio sulla quale ha viaggiato insieme al piccolo. In via Fiume il 39enne è stato ascoltato dagli investigatori e indagato a piede libero per sottrazione di persone incapaci, articolo 574 del codice penale. Non è ancora noto dove i due abbiano passato la notte, su questo aspetto stanno ancora indagando gli inquirenti. Non si esclude nessuna pista compresa quella di un appoggio momentaneo da un amico oppure quella di un campeggio o quella all’interno del furgone stesso.
Il bambino è stato restituito alla madre, felicissima di poter riabbracciare il proprio piccolo. Adesso spetterà al giudice civile stabilire se aumentare o no le costruzioni delle visite tra padre e figlio. Le ricerche si erano subito indirizzate tra la Toscana e l’Abruzzo con gli inquirenti che hanno visionato le telecamere cittadine che hanno dato indizi preziosi riguardo gli spostamenti dell’uomo.
Il padre aveva già detto al figlio che presto il loro stare insieme sarebbe terminato e che sarebbero ritornati a casa, il figlio dunque era preparato a questo epilogo.

La cronaca dei fatti e le indagini- Un episodio sconvolgente avvenuto giovedì 6 agosto nella tarda mattinata ad Antignano. Un padre di 39 anni, livornese, dipendente in qualità di ingegnere alla Piaggio a Pontedera, separato da due anni dalla moglie, ha sottratto il figlio di cinque anni scappando con un furgone Nissan grigio chiaro modello NV 200. Il cellulare risulta spento dal giorno del rapimento. La polizia sta monitorizzando telecamere autostradali e cittadine e viene ricercato nel territorio nazionale. Escluso, al momento che si possa trovare all’estero, anche perché l’unico documento in possesso del piccolo ce lo ha la mamma. Il padre potrebbe essere dunque scappato in territorio comunitario europeo ma non certo in un altro continente. Secondo il profilo psicologico tracciato dagli inquirenti la scintilla del gesto potrebbe proprio essere stata innescata dalla prima visita “protetta” del padre con il figlio in compagnia degli assistenti sociali su ordinanza emanata dal giudice il 31 luglio scorso. Il 39enne infatti, sempre secondo quanto emerso, tenderebbe a ricercare di creare un mondo ideale tra lui e il figlio, un mondo protetto da ogni altra interferenza esterna. La visita accompagnata dagli assistenti sociali potrebbe aver fatto scattare qualcosa in lui come la decisione di sparire con il figlio.  Non aveva mai manifestato intenzioni del genere prima. L’unico episodio di allontanamento, solitario, nel 2013 quando si allontanò proprio lui spegnendo il cellulare. Nel complesso però ha sempre rispettato orari di visita e di riconsegna del bambino alla madre.
L’uomo nella giornata di giovedì 6 agosto ha approfittato di una delle visite settimanali concesse, secondo gli accordi raggiunti con il tribunale, per incontrarsi con il figlio e successivamente sparire con lui. Sulle sue tracce ci sono gli agenti della squadra mobile guidati dal dirigente Testaì che stanno cercando l’uomo dappertutto.
Sembra che il padre avesse già minacciato da tempo questo gravissimo gesto affiggendo anche dei volantini in tutto il quartiere e in zona Pancaldi. Nella giornata di giovedì 6 agosto ha messo in atto il suo proposito gettando nello sconforto tutta la famiglia.
Sembra che il padre abbia in qualche maniera eluso la vigilanza dei due assistenti sociali con i quali il piccolo si era recato in visita al babbo. Con la scusa di andare a prendere un giocattolo in camera per poi andare via insieme al bambino e far perdere le sue tracce chiudendo una porta dietro di sé. Sull’episodio dalla questura vige il massimo riserbo. Nessun descrizione né alcuna generalità fornita ai media sull’autore del rapimento. L’uomo è dunque ricercato dalla polizia con l’accusa di sottrazione di minore.

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