Sostanze dopanti, arrestati 2 livornesi. Denunciati due noti ciclisti

Mediagallery

I Nas dei carabinieri hanno arrestato due livornesi mentre consegnavano a due ciclisti (denunciati: Matteo Cappè 37 anni, livornese residente a Rosignano, professionista nel 2003 e nel 2004 che poi si è dedicato alle Granfondo, e il più ben noto Riccardo Riccò, 31 anni, di Modena, vincitore di due tappe al Giro d’Italia) circa 30 fiale ad azione dopante (alcuni recanti la dicitura “per esclusivo uso ospedaliero”). E’  successo martedì 29 aprile intorno alle 15 nel parcheggio del Mc Donald’s di Stagno. Ai domiciliari Fabrizio Boccolini, classe ’65, operatore socio sanitario dell’Asl 6, e Antonio Catarsi, commerciante, classe ’64, entrambi incensurati. I due sono accusati di ricettazione e traffico illecito.
Nel corso della conferenza stampa alle 13,15 i Nas hanno spiegato che è scattato il sequestro di 100 fiale in totale (le altre, oltre alle 30, sono state trovate a casa dei due arrestati nel corso della perquisizione) per un valore di 15 mila euro (la singola confezione costa 165 euro circa), oltre a 1.170 euro che sarebbero serviti al pagamento delle confezioni e che spuntavano da una felpa che era appoggiata all’interno della macchina occupata da Riccò e Cappè.
Le varie sostanze sono state rinvenute in un sacco di tela e scatola di scarpe. Provengono da un ospedale e sono in corso ulteriori accertamenti per scoprire di quale si tratta. Il loro principio attivo (testosterone e epoeitina) aumenta l’ossigenazione del sangue.

L’avvocato di Riccò, Fiorenzo Alessi: (riportiamo le dichiarazioni presenti in Gazzetta.it): “Lui è consapevole del fatto che gli è capitato. Ed è altrettanto consapevole che non c’entra nulla. I soldi non erano nella sua disponibilità. C’è quindi il collegamento tra questa circostanza e il fatto che lui fosse presente”. Secondo questa ricostruzione quindi l’acquirente sarebbe Cappè. Alessi poi ricorda anche “la legge 376/2000 antidoping che sanziona chi altera prestazioni agonistiche. Pratica impossibile per il mio assistito, appunto squalificato fino al 2024 per l’autotrasfusione sbagliata del 2011”.

Riproduzione riservata ©