Spaccio nel parco giochi accanto alla Chiesa, in manette due fratelli. Trovati in una tenda

Nel 2011 vennero già arrestati. La Mobilea ha sequestrato 968 euro (in spiccioli e banconote di piccolo taglio), monili in oro e orologi di marca, il tutto ritenuto provento dell’attività di spaccio

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Spacciavano, alla luce del sole, e per di più il punto dello scambio con i clienti era il giardino pubblico, frequentato anche dai bambini per via della presenza di giochi, vicino all’oratorio della chiesa di Santa Lucia, ad Antignano.
E’ qui che, nel quadro di un ampio servizio di controllo del territorio sull’intera città  (da Corea a Shangay, da piazza Garibaldi alla stazione, da viale Italia a Antignano), i poliziotti in borghese della squadra mobile diretta da Marco Staffa hanno scovato e tratto in arresto i due fratelli-spacciatori con l’accusa di detenzione aggravata di stupefacenti, ai fini di spaccio. Si tratta di pregiudicati magrebini, irregolari e senza fissa dimora: Tobaji Abdelghani, classe ’74, e Tobaji Morad, classe ’82. I due cittadini extracomunitari alla vista degli agenti si sono dati alla fuga, ma sono stati prontamente bloccati all’interno di una tenda da campeggio posta all’interno della vicina e folta vegetazione. Sottoposti ad una accurata perquisizione, volta alla ricerca degli stupefacenti, sono stati rinvenuti e sequestrati 35 involucri di cellophane (“palline” pronte per la vendita sul mercato) risultati contenere cocaina per un peso complessivo di 34 grammi circa; 2 involucri di cellophane contenenti stupefacente del tipo eroina per un peso complessivo di grammi 0,89, nonché 3 pezzetti di sostanza solida, risultata essere hashish per un peso complessivo di grammi 3,65. Sono stati inoltre sequestrati strumenti per il confezionamento ed il taglio dello stupefacente e la somma di 968 euro (in spiccioli e banconote di piccolo taglio), monili in oro e orologi di marca, il tutto ritenuto provento dell’attivita’ di spaccio.
Alla luce di tutto ciò sono stati dichiarati in stato di arresto per la flagrante detenzione, in concorso, ai fini di spaccio, degli stupefacenti sequestrati con l’aggravante di aver commesso il fatto in prossimità di comunità giovanili. Entrambi avevano precedenti penali e di polizia per reati concernenti gli stupefacenti e risultavano sottoposti, a partire dal 17 maggio 2013, all’obbligo di presentazione alla stazione porto dei carabinieri in quanto già tratti in arresto, a Livorno, il 20 aprile 2011, per droga. Adesso si trovano alle Sughere. Dalla vendita dello stupefacente sequestrato, già suddiviso in dosi per lo smercio, sarebbe stato ricavato un guadagno di 4.000 euro circa (euro 50 a dose di cocaina, euro 30 a dose di eroina e euro 10 al grammo di hashish).

 

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