In casa un laboratorio per la droga, in manette livornese

Sequestrati ingenti quantitativi di droga, una pianta di canapa indiana, 3 bilancine, buste di plastica e una stufa elettrica

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Subisce un tentativo di furto in casa e arriva la polizia che gli scopre un laboratorio per la produzione e vendita di droga. E’ accaduto ieri sera in zona Sorgenti.
La volante durante un giro di pattugliamento ha notato un uomo che, dopo aver scavalcato il muro di cinta del giardino, alla vista della pattuglia si dava a precipitosa fuga riuscendo a far perdere le tracce nell’oscurità. Quasi in contemporanea con l’arrivo di altre pattuglie è arrivato il padrone di casa, Stefano Tosi livornese, classe ’76. Con lui i poliziotti hanno effettuato il sopralluogo dell’abitazione per verificare l’ eventuale furto.
Passando dal cancello del giardino, gli agenti hanno notato la presenza di una grossa pianta del tutto simile alla canapa indiana, con la classica foglia e con tanto di infiorescenza. Tutto è apparso regolare: porta chiusa e nessuna presenza di segni di effrazione. Interpellato circa la presenza della grossa pianta nel giardino, il giovane è apparso in grosse difficoltà non sapendo fornire spiegazioni credibili. Pertanto, ritenendo fondato il sospetto che occultasse in casa altro stupefacente, i poliziotti hanno proceduto con la perquisizione domiciliare, scoprendo in camera da letto tre bilancine elettriche di precisione funzionanti, una busta in plastica contenente con 96 grammi di polvere bianca, risultata essere dopo le analisi, cocaina, un flacone di metadone e circa 500 euro e 2 telefoni cellulari. Inoltre, nella soffitta della casa c’erano un quantitativo di fogliame, verosimilmente marijuana, suddiviso e contenuto in 4 buste in plastica trasparente per un totale di 350 grammi circa, tre contenitori in vetro contenenti hashish (21  grammi) e numerose buste di plastica utilizzate per il confezionamento delle dosi.
In giardino nelle vicinanze della pianta, coltivata e ben curata , sotto un pergolato è stato inoltre trovata e sequestrata anche una stufa elettrica utilizzata dal reo per accelerare il processo di essiccazione delle foglie. Stefano Tosi è stato pertanto arrestato in flagranza con l’accusa di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope e sottoposto ai regime degli arresti domiciliari in attesa del processo.

 

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