Scooter a fuoco, sigilli alle finestre. FOTO. Il padre va in Comune e si sente male. Via alla bonifica

Dalla questura: "In caso di incendio procedono sempre i vigili del fuoco e le altre forze dell'ordine intervengono in ausilio"

di msarti

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All’indomani del rogo di 12 scooter in via Mentana il padre della ragazzo, Yuri Marisco, residente nella casa al piano terra proprio di fronte al luogo dell’incendio, poco prima di pranzo si era recato in Comune per chiedere quando sarebbero stati rimossi i rottami dei motorini. E mentre chiedeva spiegazioni si è sentito male. Ha avuto un calo di pressione dovuto a uno stato di agitazione per quello che era accaduto al figlio la sera prima e aggravato dal fatto che i motorini questa mattina, 24 ore dopo l’accaduto, erano sempre lì.
E’ stato quindi necessario l’intervento dell’ambulanza. Per fortuna non si tratterebbe di niente di grave. La famiglia Marisco, intanto, in seguito al forte odore che continua a persistere in strada (e immaginiamo anche per prevenire intrusioni), ha sigillato la finestra con delle tavole di legno. “Quando toglieranno le carcasse? Qui continua a esserci una puzza insopportabile”.
I vigili urbani invece, intorno alle 13,  assieme agli operatori Cooplat, hanno iniziato le operazioni di smaltimento portando via le parti potenzialmente inquinanti e nocive presenti sull’asfalto. Contestualmente, i vigili hanno rintracciato i proprietari dei vari mezzi a cui spetterà, come da prassi, lo smaltimento di tutto lo scooter. Nei prossimi giorni, le carcasse ancora presenti in strada saranno rimosse dalla municipale, ma per il proprietario scatterà la sanzione. Non è stato potuto avviare prima l’operazione di bonifica in quanto non era ancora arrivato il nulla osta da parte dei vigili del fuoco che stanno svolgendo le indagini.

LA CRONACA
Dodici motorini, uno accanto all’altro, a fuoco nella notte. E’ accaduto in via Mentana, all’altezza del civico 75, intorno alle 4 del 13 agosto. E’ stato Yuri Marisco, sposato, padre di una bimba di 6 anni e una di 11 mesi (la moglie aspetta la terza) ad aver dato l’allarme poco dopo le 4. La finestra della sua camera al piano terra, andata distrutta, dà sulla strada proprio davanti al rogo e stanotte lui e la sua famiglia se la sono vista brutta.
L’uomo è stato svegliato dapprima dalle urla dei ragazzi del ristorante Melafumo. “Yuri esci, esci, mi urlavano i ragazzi. Tuttavia non potevo perché le fiamme in strada erano troppo alte e quindi sono uscito dal retro”. La famiglia, terminato il rogo, è stata costretta a dormire in salotto da quanto il fumo aveva invaso la stanza. Scampato il pericolo (anche se la moglie incinta è andata all’ospedale per un controllo, ma per fortuna niente di grave), Yuri è particolarmente arrabbiato per come sono stati gestiti i soccorsi. “Ho subito chiamato i vigili del fuoco che hanno risposto e sono prontamente intervenuti. Mentre, guarda qui, (ci mostra le telefonate fatte al 113, ndr) la centrale operativa della polizia non ha mai risposto. E quando ho trovato una pattuglia dei carabinieri in zona e ho detto loro di aiutarmi perché ho i pupi (Yuri è di origini romane, ndr) mi hanno risposto ‘che sono i pupi?’ e non sono venuti. Non so cosa ci fosse di più urgente in città fatto sta che siamo stati lasciati soli a gestire la situazione. Adesso andrò fino in fondo e sporgerà denuncia”.
Le fiamme hanno raggiunto il quarto piano, carbonizzando tutti gli scooter. Il calore sprigionato dall’incendio è stato tale che si persino staccata l’insegna del parrucchiere situato sull’altro lato della strada ed è stata danneggiata un’auto parcheggiata nelle vicinanze. Vigili del fuoco e forze dell’ordine indagano sulla natura dell’incendio, ma non sembrano esserci dubbi sul fatto che possa essere doloso.

LA REPLICA DELLA POLIZIA
La polizia tiene a precisare, in risposta alle dichiarazioni del cittadino, che quando si verifica un incendio procedono sempre i vigili del fuoco e le altre forze dell’ordine intervengono in ausilio e dunque, in ogni caso, non è la polizia (così come le altre forze dell’ordine) che stabilisce l’entità del rogo, dei danni e né valuta se una persona può o meno accedere nell’abitazione coinvolta nell’incendio. Detto questo, la questura fa inoltre sapere che proprio in quella fascia oraria in cui si è sviluppato il rogo tutte le volanti erano impegnate su una rapina (di cui vi daremo conto a breve, una volta ricostruita la vicenda, in un altro articolo).

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