Rubano formaggi al Conad, presi da cassiera e passanti

Mediagallery

Hanno cercato di rubare formaggi all’interno del supermercato per poi darsi alla fuga. E’ questo quanto è accaduto ieri pomeriggio a due coniugi che sono stati inseguiti e fermati dai cittadini prima di essere consegnati agli agenti della polizia intervenuti sul posto. Le pattuglie della questura infatti sono intervenute nel pomeriggio di ieri in via Monte Grappa al Conad su richiesta di alcuni passanti che avevano bloccato due persone autori di un furto all’interno del market.
La coppia, che in seguito agli accertamenti è stata identificata in Lia Marianucci (livornese di 55 anni) e Michele Beccari  (36 anni cecinese), sposati e residenti a Livorno in via della Leccia,  aveva infatti tentato di rubare alcuni pezzi di formaggio Parmigiano per un valore di circa 100 euro dagli scaffali del supermercato, ma erano stati scoperti da una dipendente che li ha inseguiti fino all’uscita.
Marito e moglie hanno tentato poi  la fuga a bordo di uno scooter Scarabeo 50. La cassiera è riuscita a trattenere la donna, mentre l’uomo, alla guida dello scooter ha provato a scappare  a piedi ma è stato fermato grazie al pronto intervento di un 45enne livornese che, mentre si trovava per caso a passare dalla via, ha assistito alla scena e ha prontamente deciso di intervenire bloccando l’uomo fino all’arrivo della pattuglia a cui lo ha consegnato. La cassiera nel tentativo di bloccare la ladra è rimasta  ferita, riportando alcune escoriazioni. Gli autori del furto sono stati dunque arrestati in flagranza di reato per il con l’accusa di rapina impropria e, poiché dagli accertamenti effettuati dagli agenti, lo scooter risultava essere stato rubato, i due sono stati indagati anche per furto.

Controlli e più sicurezza con “Livorno per tutti”. Tutto questo rientra nella vasta operazione straordinaria denominata “Livorno per tutti” e voluta fortemente dal questore Marcello Cardona per contrastare il degrado delle zone centrali della città dalla Fortezza vecchia fino a Barriera Garibaldi passando da piazza della Repubblica, via della Pina d’Oro, piazza XX Settembre, via Sant’ Andrea, via Buontalenti e via Terrazzini.
L’operazione, articolata e complessa, ha preso avvio all’inizio di maggio e si è appena conclusa con l’obiettivo, da un lato di aumentare la visibilità delle pattuglie impegnate nei servizi di controllo del territorio al fine di aumentare il senso di sicurezza percepita dai cittadini onesti, dall’altro di pianificare un’efficace strategia di contrasto al crimine diffuso o altrimenti detto crimine di strada che è la forma di delinquenza più insidiosa e fastidiosa.

Arresti per furti in abitazioni. La squadra dei “Falchi” della Squadra mobile, di recente accresciuta nei numeri, è stata pensata per contrastare tutti i fenomeni di microcriminalità, con particolare riguardo al centro cittadino in special modo allo spaccio di stupefacenti, ai furti e alle rapine di strada. E nell’ambito di questa vasta operazione di controllo del territorio che sono stati tratti in arresto tre cittadini napoletani ritenuti responsabili di ripetuti episodi di rapina in abitazione nella città di Livorno e in quella di Firenze nonché a Massa Carrara nello scorso mese di giugno (si tratta, come si ricorderà, dell’arresto dei fratelli Sorianello e di Salvatore Di Fiore). I tre uomini sono stati definitivamente allontananti dalla provincia e rimpatriati nella città di origine con il foglio di via obbligatorio del Questore.

Presi dopo la rissa in strada. Rientra in questa strategia di contrasto all’illegalità diffusa anche l’allontanamento dal territorio nazionale del cittadino tunisino Acraf Arfaoui: l’uomo, resosi responsabile della mega rissa di via Passaponti, è stato accompagnato a Roma per poi essere rimpatriato nel suo paese di origine. Cosi come l’arresto di Walid Chaabani responsabile del furto poi trasformatosi in rapina, di rame all’interno del cimitero della “Misericordia”, nonché di un anziano signore, con precedenti penali di rilievo, che è stato sorpreso in possesso di un’arma da fuoco illegalmente detenuta in casa.
I risultati conseguiti testimoniano, oltre l’impegno profuso da tutti gli uomini della polizia di Stato, anche l’attenzione dei vertici della questura di Livorno nell’affrontare i problemi della sicurezza di una realtà complessa, variegata e importante come è quella di Livorno, seconda città della Toscana.

 

Riproduzione riservata ©