Rifiuti, sequestrata cava: cinque denunciati

Mediagallery

Ben 128 tonnellate di rifiuti inerti rinvenuti dal Noe e dalla polizia provinciale all’interno della Cava di Staggiano a Colognole. E’ per questo motivo che è stata sequestrata l’intera zona e sono state denunciate cinque persone per gestione illecita di rifiuti.
A partire dal mese di luglio 2014 il nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Grosseto ha avviato un’attività d’indagine, eseguendo una serie di controlli insieme al personale della polizia provinciale di Livorno nei pressi della cava di argilla di Staggiano (nel comune di Collesalvetti), la cui area è suddivisa in due lotti: quello nord affidato alla “Donati Laterizi Srl”, con sede legale a San Giuliano Terme ed unità operativa a Rosignano Marittimo, e quello sud assegnato alla “3Emme Ambiente Srl”, con sede legale a San Giuliano Terme (PI). La cava è autorizzata a ricevere, come materiale per il ripristino, “materiali da scavo” utilizzati come “sottoprodotto”, le cui composizioni medie non presentino concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti di legge, oppure “aggregati” provenienti da impianti di trattamento rifiuti con l’obbligo di presentazione di queste certificazioni che qualifichino il materiale come non rifiuto. Durante l’attività di controllo è stata accertata la presenza, sul lotto nord, di 6 cumuli di inerti del peso complessivo di oltre 128 tonnellate, cinque dei quali, provenienti dall’impianto di trattamento rifiuti gestito da “Area Srl” di Cascina (PI) e privi della certificazione.
Sottoposti a campionamenti e analisi da parte dell’Arpat di Livorno, sono risultati classificabili non come “aggregati” bensì come rifiuti, così configurando una attività di raccolta, trasporto e recupero di rifiuti che, essendo svolta senza le prescritte autorizzazioni integra il reato di cui all’art.256 comma 1 lettera a) del D. Lgs. N.152/2006.
In sostanza, questi materiali non potevano accedere alla cava di Staggiano con le finalità di utilizzo nel ripristino ambientale, ma avrebbero dovuto essere avviati ad un sito idoneo autorizzato ad accettare quella tipologia di rifiuto.
Per questo i carabinieri del Noe hanno denunciato alla Procura della Repubblica cinque persone con l’accusa di gestione illecita di rifiuti.

Inoltre il Gip del tribunale di Livorno, che ha concordato pienamente con le risultanze investigative, ha disposto il sequestro preventivo dell’area di cava in argomento, misura cautelare cui è stata data esecuzione proprio la mattina di venerdì del 27 marzo 2015

Riproduzione riservata ©