“Paghi o va in carcere”. Arrestato il truffatore

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Due truffe in un giorno, stesso copione. Le vittime non hanno potuto far altro che rivolgersi alle forze dell’ordine per segnalare l’accaduto. Un uomo e una donna sono stati truffati dopo che è stato fatto credere loro che i rispettivi figli avevano avuto un incidente stradale e non erano in grado di pagare l’assicurazione.
Alla fine il (falso) avv. Molinari, in realtà un sessantenne truffatore napoletano professionista che risponde al nome di Pecoraro Luigi, è stato arrestato il 25 novembre, da Polizia e Carabinieri di Livorno in collaborazione con i colleghi di Lucca, subito dopo aver commesso una truffa a Lucca.
Polizia e Carabinieri erano sulle sue tracce già dal pomeriggio del 24 novembre, quando l’uomo aveva appena consumato una truffa in zona Ardenza riuscendo a portare via circa 2.700 euro. Il modus operandi era sempre lo stesso: con l’aiuto di un complice contattava le vittime scelte con cura tra donne sole o coppie di anziani con figli adulti e, presentandosi come maresciallo dei Carabinieri, affermava nel corso di una telefonata concitata che uno dei figli delle vittime aveva avuto un brutto incidente stradale e che per “tirarlo fuori dai guai” era necessario sborsare un’ingente somma di denaro in contante. Il sedicente maresciallo concludeva dicendo che avrebbe mandato in casa delle vittime un avvocato a ritirare la somma necessaria a salvare il figlio della vittima.
Dopo pochi minuti si presentava l’avv. Molinari che con l’abilità oratoria del truffatore navigato, riusciva a farsi consegnare dalle vittime, preoccupatissime per la sorte del figlio, tutto il denaro contante o i monili in oro custoditi in casa, per poi dileguarsi velocemente.
Il maresciallo per carpire la fiducia, con uno stratagemma riusciva anche a vincere la ritrosia delle vittime più attente, riuscendo a far credere loro di poter chiamare il “112” dal proprio telefono di casa per mettersi in contatto con il maresciallo che dall’altro capo del telefono confermava che effettivamente il figlio della vittima si trovava in caserma e aveva bisogno di denaro contate per evitare guai con la giustizia.
Ieri mattina, vestito di tutto punto – giacca, cravatta e cappotto nero – è stato visto aggirarsi tra le villette di una zona residenziale di Lucca.  Dopo pochi muniti sulla linea di emergenza della Questura giungeva la telefonata di una donna avvilita che affermava di essere stata truffata da un sedicente avvocato.
Era il segnale per le pattuglie delle Forze dell’Ordine, impegnate in un servizio di appostamento, per mettersi sulle tracce dello stesso e quindi dopo pochi minuti fermarlo in via Pesciatina a Lucca a bordo dell auto che aveva utilizzato anche per la truffa a Livorno in data 24 novembre. L’uomo era ancora in possesso dei 2.800 sottratti alla vittima a Lucca.

 

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