Uccide la moglie nel sonno, in manette. I figli: “Lasciati soli”

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Omicidio in via Guarducci, traversa di via Garibaldi, al civico 37 (nel link in fondo all’articolo potete trovare il video e le foto di Simone Lanari). E’ accaduto intorno alle 9,45. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, un uomo di 81 anni, Luciano Rinaldi, ha ucciso la moglie di 80, Cosetta Barsotti, a coltellate nella loro casa al quarto piano. Molte le coltellate inferte al corpo della donna mentre si trovava a letto. Stava per alzarsi Cosetta, tanto che in cucina la tavola era stata apparecchiata per la colazione. Fatale il fendente che le ha reciso la gola. I soccorritori dell’Svs, intervenuti sul posto, dicono che la testa è stata quasi decapitata. Per ammazzarla ha utilizzato una lama da cucina di quelle seghettate, molta lunga, impiegata per tagliare il pane. Poi per togliersi la vita l’81enne ha preso un altro coltello, più piccolo, con la lama a punta.
“E’ stato un raptus scatenato dalle sue condizione di salute. Non c’erano mai stati prima d’ora episodi di violenza e non ci sono ragioni sentimentali né economiche che possano aver provocato il gesto”, riferisce un colonnello dei carabinieri. “Sul tavolo di cucina la colazione pronta e in bagno gli asciugamani puliti. Tutta la casa era linda e non c’era traccia di sporco”.
La ricostruzione – La badante, come ogni giorno, ha raggiunto la casa dell’uomo, malato di Alzheimer, per prestare assistenza ma ha trovato la porta chiusa (inizialmente vi avevamo detto che era stata accompagnata da uno dei figli). A quel punto ha suonato ma Rinaldi aveva “staccato” la corrente e il campanello.
Insospettita dalla situazione ha chiamato uno dei figli, il quale arrivato al portone di casa lo ha sfondato trovandosi di fronte alla scena raccapricciante: il padre con il coltello insanguinato ancora in mano disteso nel corridoio e la madre nel letto, priva di vita, in una pozza di sangue. Il figlio Valter inizialmente ha creduto che anche il padre fosse morto in quanto non si muoveva. In realtà era ancora vivo. E’ stato disarmato dai carabinieri, nel frattempo arrivati sul posto, mentre cercava di colpirsi al collo.
L’anziano, dopo aver ammazzato la moglie, ha tentato il suicidio accoltellandosi all’addome e al collo. L’81enne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso in gravi condizioni. I carabinieri hanno interrogato la badante per aggiungere altri particolari alla ricostruzione e capire le cause del gesto. Sul posto è giunta anche la pm Tenerani. Secondo il medico legale la donna è stata “praticamente decapitata”. Luciano Rinaldi, ricoverato in ospedale, è stato successivamente arrestato.

Parlano i figli: “Vittime di questa società”. In strada ci sono i figli di Luciano e Cosetta, Valter e Roberto. Hanno gli occhi lucidi e gonfi di rabbia e dolore. “Nostra madre è vittima della società. Ce l’hanno ammazzata – sbotta Roberto Rinaldi – Sapevamo che prima o poi sarebbe successo qualcosa di grave. Non è possibile lasciare solo un uomo come mio padre in quelle condizioni. Abbiamo provato a rivolgerci a tutte le strutture pubbliche di Livorno. Ma lo sapete quanti posti letto ci sono per i malati di Alzheimer in questa città? Soltanto sedici. Capite, solo sedici – ripete Roberto disperato – Avevamo contattato una badante che potesse star con loro visto che anche mia madre aveva problemi fisici di deambulazione. Ma non è servito a niente, siamo stati abbandonati da tutti”.
“Ci siamo rivolti a Fauglia e ad Orentano in un centro specializzato – continua Valter, il figlio che ha trovato il padre con il coltello in mano – ma dopo tre mesi ti mandano a casa. Noi venivamo a trovarlo tre o quattro volte al giorno, i nostri figli venivano a far compagnia ai nonni e mangiavano a pranzo insieme a loro. Ma è stato tutto inutile. Nostro padre – continua Valter- aveva già provato a togliersi la vita tagliandosi le vene qualche tempo fa ma non andò fino in fondo, fu più che altro un gesto dimostrativo. Avevamo paura però che prima o poi qualcosa di grave sarebbe successo. E questo è il risultato grazie a questa società che ci ha lasciati soli a combattere contro questo mostro di malattia”.

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