Musica in lutto, si è spenta Giuseppina Bacchelli

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Si è spenta serenamente “Nonna Pina”, Giuseppina Patrizi Bacchelli, il 26 dicembre, all’età di novantatre anni. La famiglia Bacchelli è conosciuta per il grande prestigio musicale che in tanti anni ha messo a disposizione della nostra città. Madre di Rita e di Antonio Bacchelli, la figura carismatica di questa donna, ha contribuito nell’evoluzione di queste figure artistiche del nostro panorama labronico. “Nonna Pina” rimarrà nel cuore di tutti coloro che l’hanno conosciuta, sempre in prima fila ai concerti, un sorriso e una parola di incoraggiamento, sempre pronta con una storia da raccontare ai più giovani come un inno alla vita. Una Donna, una signora che a chi l’ha conosciuta regala una punta di orgoglio. La funzione si svolgerà sabato 27 dicembre alla Nuova alla Purificazione (ore 15.00).

Ecco l’intervista che Stefania D’Echabur le fece sei anni fa – Mi accingo in questo viaggio perché vorrei che le storie di persone comuni, che abitano la nostra città, non andassero perse. Spaccati di vita, dove si riscontrano tra umiltà e saggezza, messaggi di pura filosofia, piccoli tesori che dovremmo conservare gelosamente nei forzieri dell’anima. Soffermandoci ad ascoltarle, ci rendiamo conto che sono il polmone di quello che ci circonda. Sono rimaste nell’ombra, ma senza di loro Livorno non godrebbe di quella parte di decoro e prestigio del quale noi cittadini, andiamo fieri. La signora Pina Patrizi Bacchelli è una giovane donna di 87 anni, compiuti il 17 ottobre. Classe 1921. Sì, giovane donna, perché in lei si riscontra mentalmente una personalità gagliardica. Il tempo non l’ha separata dal suo essere perspicace e frizzantina, e conserva sotto mentite spoglie un umorismo niente male! Dalla sua effige di donna regale, con modi a volte un poco austeri, emerge grinta e un’intelligenza che ha caratterizzato il suo percorso di vita. Buon cuore ed essenza filantropica: l’umanità e l’altruismo sono nei suoi tessuti, da lì nasce il suo vigore. Principi, valori che non andrebbero mai persi, perché ascoltandola ti rendi conto che quelli sono i segreti per rendere ricca e felice la casa. Pina è una donna che ha saputo orchestrare e dirigere la vita della sua famiglia, come la più brava delle direttrici d’orchestra. La signora Giuseppina nasce in via San Carlo nella zona denominata “l’ortino”. È la terza di sette figli. La sua famiglia gestisce un negozio di generi alimentari, il padre è rappresentante di salumi. Grandi lavoratori, dove il necessario per la buona crescita dei figli veniva al primo posto, lavorando sodo i suoi genitori riescono ad allargarsi e ad ingrandirsi aprendo un alimentari più grande, in via del Cupido, già via III Novembre. Giuseppina riesce bene nello studio, e riesce presso le scuole del Paradisino, a conseguire la licenza magistrale.
La sua è una grande famiglia, sette figli: il fratello Pietro nato nel 1913 diverrà impiegato in Accademia, Corrado nato nel 1915 si distinguerà come pilota nella squadriglia di Italo Balbo durante la seconda guerra mondiale, Luciano nato nel 1924 sarà impiegato della Singer, Anna, 1928,  si dedicherà all’arte del cucito, accontentando con maestria le signore più chic della città, infine il fratello Antonio, e Francesco, nato nel 1935 e morto prematuramente in un incidente stradale. Ed è in quel grande negozio dei genitori che la “nostra Pina” conobbe Bruno Bacchelli. Il giovane andò a cercare il padre che si era recato per affari dai Patrizi. Mentre aspettava il suo rientro se ne stava in disparte a sfogliare un giornaletto. Da lì una parola della ragazza, una risposta simpatica da parte di lui, e fu subito amicizia. Un’amicizia che si trasformò in amore. Nonostante le difficoltà della guerra i due giovani innamorati si sposarono, vigeva l’articolo 13 che consentiva di poterlo fare in tempo di guerra. Le famiglie erano dovute sfollare a Navacchio dopo l’ultimo bombardamento sulla città di Livorno e i due giovani celebrarono le loro nozze in un paesino della vicinanze, San Frediano a Settimo. Bruno Bacchelli s’inventò un lavoro per il sostentamento della famiglia: andava a San Rossore a comprare cozze e arselle e le rivendeva sopra un banchetto nella piazzetta del paese di Navacchio.

Finita la guerra la famiglia tornò di nuovo a Livorno. Il suocero di Pina, il signor Bacchelli, mise in piedi un grande negozio in via Maggi di generi alimentari e pizzicheria. Non era come adesso, non esistevano i supermercati. Era uno dei punti di smercio, nel suo genere, più conosciuti e rinomati della città. Vi si trovava qualsiasi tipo di vettovaglia, nell’immediato dopoguerra non c’era quasi niente, e il negozio divenne un fulcro della città. Le famiglie benestanti si recavano a fare provviste. I due fratelli Bacchelli, il padre e il genero di quest’ultimo vendevano al minuto e all’ingrosso. Svolgevano anche il lavoro di rappresentanza, dividendosi a turno le varie zone, Stazione, San Jacopo, Antignano. Il lavoro non mancava, tutta la famiglia era impegnata energicamente, Pina la mattina si alzava presto, sistemava i suoi tre figli e si recava in negozio ad aiutate il marito. «La stanchezza c’era, ma mio marito diventava matto dalla contentezza nel vedere che i ragazzi studiavano bene e volentieri, ed io ero soddisfatta di essere al suo fianco, alle sei la mattina ero già in negozio con lui a preparare i prosciutti.» Mentre racconta un moto d’orgoglio le dipinge il viso. Pina, soprannominata la “caciaiola” e Bruno, infatti riusciranno a dare un futuro decoroso ai loro figli, le soddisfazioni non mancheranno, e questa sarà la meritata ricompensa per i genitori. I loro tre figli. Antonio, diplomato al liceo scientifico, Giovanni ragioniere, Rita diploma magistrale. Considerando che eravamo a cavallo degli anni ’50 era un buon raggiungimento culturale per i tempi in corso. Ma i tre ragazzi non si fermeranno qui! Antonio Bacchelli si diplomerà in pianoforte al conservatorio Verdi di Milano. Giovanni Bacchelli avrà il suo diploma al conservatorio di Bologna e Rita Bacchelli diverrà violinista diplomandosi al conservatorio Cherubini di Firenze. Frequenteranno l’allora scuola P. Mascagni a Livorno. Chi è livornese e non, sa che la storia della famiglia Bacchelli è ricca di alti riconoscimenti nell’ambito musicale.
Antonio, Giovanni e Rita sono musicisti affermati e le loro esibizioni hanno varcato diversi aeroporti. Hanno affiancato musicisti di fama internazionale. Sono saliti sopra palcoscenici importanti. Hanno trasmesso l’amore per la musica attraverso l’insegnamento con eccelsa generosità. Purtroppo il maestro Antonio Bacchelli ha lasciato prematuramente la nostra città. La radio spesso ci fa dono delle sue suonate. Sono numerosi i concorsi musicali che vengono organizzati in suo nome. Non mancano in città gruppi musicali, cori, intestati a Lui. La città di Livorno, per “non dimenticare” ha intestato una via in suo onore. Ci potremmo dilungare all’infinito, concludo ricordando un episodio. Una delle tante allieve del maestro, oggi musicista, un giorno raccontò: «La mia famiglia mi aveva quasi imposto di suonare il pianoforte. Ero piccola ed ero svogliata. Antonio Bacchelli durante una lezione mi disse: “Chiudi gli occhi, immagina la musica, pensa ad Alice nel paese delle meraviglie, le note hanno questo potere, puoi arrivare dove vuoi”. Da quel giorno non ho più smesso di suonare e quelle parole sono sempre state con me.» Solo uno dei molteplici aspetti di Antonio. Il maestro Giovanni Bacchelli è un importante musicista, violoncellista, dedito all’insegnamento e concertista. Il maestro Rita Bacchelli, ha educato molti ragazzi nelle scuole, concertista. Ha fondato a Livorno, l’Ensemble Bacchelli. Un’orchestra musicale composta da giovani strumentisti, lei lo definisce un laboratorio aperto a tutti coloro che amano la musica. Il progetto musicale di Rita Bacchelli sta riscuotendo un meritato successo e riconoscimento. L’essenza della professionalità e l’ amore per la musica che caratterizza il gruppo da lei fondato si sta espandendo, grazie all’ottimo lavoro svolto negli anni. Il mio viaggio con Giuseppina Patrizi Bacchelli, si conclude, a me ha trasmesso tanta tenerezza e ricchezza interiore. I suoi figli, i nipoti sono il seguito di quello che questa giovane donna un giorno intravide negli occhi di Bruno: amore. Quello che contraddistingue questa “grande” famiglia è l’umiltà, essere autentici, avere decoro e con signorilità porgersi al mondo circostante. Concludo con le parole della signora Pina durante la nostra chiacchierata: «Non ci scrivere niente di me…non ho fatto niente!» Auguri Pina, auguri alla tua vita. Grazie Pina, grazie per la bella storia che ci hai regalato.

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