Oltre 500 persone al funerale di Stefano. Striscione: “Il tuo sorriso per sempre”

Stefano Chiti viene descritto dagli amici come un "bimbo d'oro", sempre gentile, disponibile e solare

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Una vera e propria folla (oltre 500 persone e chiesa gremita) per i funerali di Stefano Chiti, il manager 37enne livornese morto martedì scorso a Castiglioncello a seguito di un fatale schianto tra il suo scooter e una Opel Astra. Uno striscione all’ingresso della chiesa di San Giovanni Bosco (“Quando sei partito un arcobaleno su Coteto…il tuo sorriso per sempre. Ciao Stefano”) ha accolto le centinaia di persone arrivate per dare l’ultimo abbraccio a Stefano.
Impossibile quasi riuscire ad entrare all’interno della chiesa dove don Luciano Musi ha celebrato le esequie funebri davanti agli occhi commossi e lucidi di amici e parenti. Un dolore incolmabile quanto improvviso per i tantissimi che anche solo per poco hanno avuto l’onore e il piacere di stare accanto al bel ragazzo di Coteto, amato e circondato dall’affetto di un’interno quartiere, di un’intera città.
Alle 16 circa gli amici più cari, insieme agli addetti del servizio funebre della Misericordia, portano a spalla il feretro di Stefano fuori sul sagrato. “Un saluto a Stefano!” si sente gridare. Poi l’applauso scrosciante che piega in due, che bagna gli occhi e asciuga la gola. Sulla bara del 37enne una sciarpa della Juventus. Poi l’ultimo viaggio ai cimiteri della Misericordia. Dietro, il rumore del silenzio e dei tanti, ancora increduli, che faticano a trovare la forza di andare via.

I fatti. Tragico incidente, intorno alle 14 di martedì 8 aprile, in località Le Forbici, a Castiglioncello. Stefano Chiti, 37 anni, era diretto verso Quercianella a bordo del suo scooter Honda Sh 300 ed è morto a seguito di uno scontro con una Opel Astra che proveniva in direzione contraria.
Inutili i tentativi di soccorso della Pubblica Assistenza di Rosignano e della Misericordia di Livorno. Chiti è morto sul colpo in un tratto già tristemente noto per altri gravi incidenti avvenuti negli ultimi anni.
Per quanto riguarda la dinamica, da quanto è emerso nella serata al termine dei rilievi effettuati dalle forze dell’ordine sembra che sia stato proprio lo sfortunato 37enne ad invadere la corsia opposta forse per un malore, forse per una traiettoria sbagliata, forse a causa di una visuale osteggiata dal sole.
Alla guida dell’auto che si è schiantata contro il suo Honda un settantenne che, a quanto sembra, stava percorrendo la strada ad una velocità moderata. Ha fatto di tutto per evitare il tragico impatto. L’automobilista ha sterzato verso il muretto che costeggia il mare ma l’impatto è stato comunque violento e inevitabile.
La strada è rimasta chiusa per alcune ore al fine di consentire le operazioni di rimozione dei detriti e il trasporto del corpo senza vita all’obitorio del cimitero di Rosignano Marittimo per l’autopsia disposta dal magistrato di turno. La mattina di mercoledì 9 aprile è stato dato il nulla osta ai famigliari per le esequie. Il funerale di Stefano Chiti, a cura della Misericordia di Livorno, si è celebrato giovedì 10 aprile, alle 15 nella Chiesa di San Giovanni Bosco a Coteto.

Il ricordo. Stefano Chiti, descritto dagli amici come un “bimbo d’oro”, sempre gentile, disponibile e solare, era molto conosciuto in città. In particolare a Coteto dove abitava. In passato era già stato protagonista di un grave incidente. Lavorava da sei anni come “sales manager” alla Ssd, azienda di servizi, come lo stesso Stefano aveva specificato sul suo profilo facebook. Tra le passioni di Stefano quella per la maglia bianconera della Juventus, squadra per la quale tifava con molto sentimento, e quella per il teatro. Chiti infatti in passato era salito sul palcoscenico con il Vertigo a cavallo fra gli anni Novanta e Duemila. Al momento la salma è ancora a disposizione del magistrato di turno per le analisi autoptiche e non è ancora stata riconsegnata alla famiglia. Solo allora sarà reso noto il giorno dell’ultimo saluto a Stefano. Lascia il tuo ricordo con un commento sotto all’articolo.


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Foto gentilmente concesse da La Nazione)

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