Molotov, preso l’incendiario: arsenale in casa

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Gabriele Bacci, livornese di 46 anni, sposato e disoccupato (clicca sul link in fondo all’articolo per vedere le foto di Simone Lanari delle armi sequestrate a casa dell’arrestato). E’ questo l’identikit dell’uomo ritenuto, secondo il nucleo di polizia giudiziaria investigativa della municipale che ha svolto le indagini insieme al prezioso contributo della digos, l’autore dell’atto incendiario contro un’auto a gas dei vigili urbani parcheggiata in piazza del Municipio e che per fortuna non conteneva le bombole tolte il giorno prima per la manutenzione.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine anche per via di un diverbio avvenuto nel 2004 all’interno di un ufficio del comando della Municipale (ufficio che poi misteriosamente andò a fuoco in circostanze sconosciute), si trova adesso agli arresti domiciliari.
Il provvedimento di custodia cautelare è scattato la mattina di lunedì 9 marzo perché nel corso della perquisizione sono saltate fuori armi da fuoco (come una pistola lancia razzi modificata) e da taglio (coltelli militari), da lancio (fionda e balestra con mirino di precisione) non regolarmente denunciate e distintivi delle forze di polizia (nelle foto) insieme ad alcuni passamontagna rinconducibili a quelli visti nelle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza che hanno ripreso il gesto vandalico.

LA BICICLETTA SEQUESTRATA A CASA DELL'ARRESTATO

LA BICICLETTA SEQUESTRATA A CASA DELL’ARRESTATO

Per l’atto incendiario il 46enne attualmente risulta soltanto indagato. La municipale, come spiegato nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il sindaco da mero spettatore, è convinta che si tratti del 46enne perché sempre nel corso della perquisizione domiciliare sono stati trovati “indizi probatori non trascurabili”: la giacca mimetica del tutto simile a quella ripresa dalla telecamere, la bicicletta, nera, da donna, con cestello, compatibile con quella ripresa e una tanica incendiaria, anch’essa simile a quella impiegata per appiccare il fuoco. Quel giorno, infatti, una tanica venne ritrovata sul posto. Un’altra invece se la portò via l’uomo durante la fuga in bici.
La municipale, coadiuvata nel lavoro di inchiesta dagli agenti della questura, è arrivata al 46enne passando al vaglio i filmati per giorni e giorni (12 ore al giorno) riuscendo, con il passare del tempo e grazie anche alle testimonianze di alcuni negozianti, a restringere il cerchio dei possibili colpevoli fino al blitz messo a segno lunedì 9 marzo, giorno in cui è stata eseguita una perquisizione domiciliare e personale.
molotov Nel v
ideo si vede il 46enne effettuare una ricognizione pochi minuti prima. Proprio grazie alle immagini delle telecamere gli uomini di questura e municipale sono riusciti a tracciare il percorso di fuga notando che ad un certo punto l’indagato spariva completamente dagli occhi elettronici.
Ed è proprio in quella zona che poi si è scoperto abitare il 46enne, zona vicina appunto al supermercato dove ha comprato le taniche incendiarie. Le indagini hanno permesso di appurare che quel tipo di liquido incendiario è in vendita solo in una catena di supermercati della città, Penny Market, e per l’appunto una filiale è posta nelle immediate vicinanze dell’abitazione dell’indagato in via Mastacchi, supermercato di cui l’indagato possiede anche una tessera cliente.
Le attività di polizia giudiziaria sono proseguite anche tramite appostamenti che hanno potuto dare modo di verificare come il soggetto possedesse due bici da donna nere e come spesso vestisse con giacconi mimetici e militari del tutto simile a quello immortalato nel filmato probatorio. Gli investigatori hanno utilizzato anche informazioni pervenute da fonti confidenziali le quali, mischiate al già ampio e complesso quadro indiziario, hanno fatto scattare la richiesta di perquisizione e il relativo sequestro e arresto ai danni dell’indagato.
Il profilo psicologico dell’indagato per gli inquirenti è molto chiaro. “Si tratta – spiegano in conferenza stampa al Comando della Municipale – di un uomo dalla personalità ossessiva-compulsiva che – sempre secondo i profiler della digos e della municipale-  assume degli atteggiamenti ritorsivi-vendicativi assurgendosi come vendicatore per conto terzi di eventuali torti subiti, compiacendosi, con un distorto gusto narcisista,  degli atti vandalici messi a segno”. Nel 2011, raccontano gli inquirenti, l’uomo fu trovato in strada con un machete e la sua fedina penale conta già dei precedenti per lesioni personali e per sostanze stupefacenti nonché denunce per danneggiamento.
Le indagini, assicurano comunque dalla questura e dal comando della municipale, non sono finite. In fase di perquisizione domiciliare sono stati sequestrati anche due pc che sono tutt’ora al vaglio della polizia postale. Non è escluso che al loro interno ci siano foto o documenti importanti ai fini dell’indagine. Il compito degli investigatori infatti adesso è capire se l’indagato possa avere qualche nesso con il resto delle auto recentemente incendiate in tutta Livorno.

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