Moby, Rispoli rinnova l’appello: “Chi sa parli”

Mediagallery

Un nuovo appello di Loris Rispoli e Luchino Chessa lanciato a ormai tantissimi anni dalla tragedia della Moby Prince. Un nuovo appello lanciato con la forza e la convinzione di chi, nel suo cuore, sa che qualcosa non è stato detto, che qualcosa è stato visto ma taciuto.
Ecco l’appello:
“Abbiamo sempre avuto la convinzione e la consapevolezza che la notte del 10 Aprile 1991 ci fossero persone che hanno visto ma non hanno mai parlato e la certezza che anche chi ha raccontato la sua storia lo ha fatto costellandola di poca verità e molta inventiva. Negli anni questa convinzione non è venuta meno anzi si è sempre più rafforzata, abbiamo sperato che il tempo ormai passato, la necessità di scaricare la propria coscienza, la voglia di raccontare la realtà dei fatti avessero il sopravvento sul silenzio, sull’omertà. Oggi quando siamo ormai certi che un ramo del parlamento ha deciso di indagare sulla Strage con un apposita Commissione, vogliamo rivolgere e rinnovare l’appello “CHI SA PARLI”. Dopo 24 anni di silenzio è giunto il momento di raccontare ciò che per paura, per si è sempre taciuto. I familiari delle 140 Vittime hanno il diritto di conoscere una Verità troppe volte manomessa, insabbiata.

Vogliamo che questo gesto anche in modo del tutto anonimo contribuisca al lavoro della Commissione d’inchiesta affinché come tutti auspicano si faccia piena luce sull’evento, affinché quel dolore, quelle ferite che non si sono mai rimarginate si possano cicatrizzare. E un messaggio che lanciamo alle vostre coscienze, alla vostra dignità. Sicuramente avrete delle famiglie, dei figli, come tanti di coloro che sul moby prince hanno perso la vita arsi vivi in attesa dei soccorsi siamo certi che raccontando quelle verità fino a oggi nascoste potrete guardarli in maniera diversa.
Trovate dentro di voi lo stesso coraggio con cui noi abbiamo da anni portato avanti la nostra battaglia di Giustizia, trovate dentro di voi la stessa forza che madri e padri hanno messo in campo per superare l’atroce dolore di sopravvivere a un figlio. Ve lo chiediamo ancora una volta, forse l’ultima che abbiamo di fare appello alle vostre coscienze, fatelo in forma del tutto anonima, scrivendo una mail oppure una lettera;

Chi sa parli Associazione “140” via Terreni 2 Livorno o una e-mail all’indirizzo [email protected]

Non possiamo ringraziarvi di questo gesto ma sicuramente lo stesso avrà contribuito a diminuire il peso del silenzio che col passare degli anni sarà sicuramente diventato meno sopportabile”.

Loris Rispoli  
Luchino Chessa

 

 

Riproduzione riservata ©