L’Ex Caserma occupa l’ufficio anagrafe. “Solidarietà a Ceraolo”

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Ieri, mercoledì 14 maggio, circa 60 aderenti ai comitati per il diritto all’abitare hanno occupato simbolicamente l’ufficio anagrafe per un’ora.
Motivo della protesta? La cancellazione della residenza anagrafica a Giovanni Ceraolo, attivista e militante dell’Ex caserma Occupata e del sindacato inquilini Asia Usb.
“Abbiamo consegnato alla stampa l’appello di solidarietà con le prime firme pervenute ( circa 150) – rendono noto dalla Ex Caserma con un comunicato -e abbiamo chiesto ai dirigenti dell’ufficio spiegazioni in merito al provvedimento.  Inoltre insieme ai delegati nazionali del sindacato Asia siamo in contatto con alcuni deputati del Movimento 5 Stelle per presentare un’interpellanza parlamentare il prima possibile. La battaglia dei comitati – spiegano – non si fermerà certo qui. Siamo pronti ad accogliere degnamente il primo ministro Renzi, responsabile del famigerato “Piano casa” , qualora dovesse presentarsi a Livorno per chiudere la campagna elettorale del Partito Democratico il giorno 23 maggio”.

Lo scorso 6  maggio al delegato provinciale del sindacato Asia Usb e militante attivo dei comitati Ex Caserma, Giovanni Ceraolo  ( e alla sua famiglia compreso il figlio di 1 anno) è stato notificato un provvedimento di cancellazione della residenza anagrafica. Ceraolo vive da più di un anno all’interno di un’abitazione pubblica utilizzata dai comitati per il diritto alla casa come emergenza abitativa.
Dal 2006, anno dell’occupazione, ha ospitato a turno circa 6 nuclei familiari. Si tratta di un immobile pubblico situato in piazza Luigi Orlando, non gestito da Casalp e quindi non assegnabile tramite graduatoria. Abbandonato da anni viene utilizzato, appunto, come emergenza abitativa temporanea. “Vale la pena ricordare  -scrivono dall’Ex Caserma Occupata -come le numerose famiglie ospitate all’interno abbiano nel tempo ottenuto un alloggio popolare. Per questo motivo la nostra amministrazione ha sempre saputo della sua esistenza legittimando di fatto il suo uso emergenziale. In merito a quanto accaduto vi sono alcuni aspetti gravissimi che vorremmo specificare. L’articolo 5 del decreto legge Renzi sulla casa – non ancora approvato dal parlamento- prevede la cancellazione della residenza anagrafica a tutti i cittadini che abbiamo occupato abusivamente un immobile. Ma dalle informazioni che abbiamo raccolto in questi giorni sembra che il provvedimento in questione sia l’unico fino a questo momento notificato ad una famiglia occupante. Un caso? La giunta non si è ancora espressa in merito all’attuazione del decreto e la celerità con la quale è stati applicato solo ad un delegato sindacale nasconde evidentemente una volontà politica intimidatoria – sottolineano i manifestanti – Aspetto ancora più grave è che la segnalazione sia arrivata direttamente dalla questura.  La cancellazione della residenza provoca la perdita di tutta una serie di diritti politici e civili quali il diritto di voto e l’assistenza sanitaria. Siamo quindi di fronte ad un evidente tentativo da parte della questura di determinare e decidere su un campo che non appartiene di certo alla sua competenza”.

(foto Simone Lanari)

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