L’esercito sventa maxifurto. Ladri in fuga tra le banchine

Mediagallery

Per contrastare efficacemente il fenomeno dei furti sulle merci depositate in porto, risulta di particolare importanza la presenza di un continuo pattugliamento da parte delle forze di polizia che in questi mesi sono coadiuvate da pattuglie militari dell’esercito impegnate nell’operazione “Strade sicure”.

Nelle prime ore di venerdì, infatti, una pattuglia dell’Esercito che era in servizio nelle aree portuali, ha notato la presenza di un vecchio furgone parcheggiato in maniera anomala lungo la recinzione portuale, in prossimità del varco “Donegani”, con gli sportelli posteriori aperti. E’ stata così immediatamente richiesta la presenza di una pattuglia della Polizia di Frontiera che ha raggiunto i militari. Mentre venivano effettuate le prime verifiche, venivano notate alcune ombre, probabilmente quattro, che si allontanavano approfittando dell’oscurità, saltando le recinzioni.
Il personale si è concentrato  sul furgone scoprendo che al suo interno erano stati caricati circa una sessantina di “catodi” di rame grezzo, ovvero pesanti lastre. Nelle vicinanze, nelle aree interne del porto, venivano trovate altre lastre, come se fossero state preparate per essere trasportate sul furgone. A poca distanza esiste un importante deposito di merci varie provenienti dall’estero, il Terminal “Neri”, che custodisce rilevanti quantità di tale materiale. Il responsabile, immediatamente contattato, dopo un’attenta verifica, confermava che tutto il materiale trovato sul furgone e nelle sue vicinanze corrispondeva per tipologia, forma, dimensione e segni distintivi, a quello stoccato nel terminal e ne denunciata, quindi, il tentato furto subito. Il valore del rame recuperato ammonta ad oltre 25mila euro.
Sono state attivate immediate indagini, anche con l’intervento della Polizia Scientifica, per il rilievo delle eventuali impronte digitali, anche perché lo stesso furgone risultava essere stato già controllato, nei mesi precedenti, in provincia di Lucca, con a bordo alcuni cittadini rumeni.

Riproduzione riservata ©