Inventa storia strappalacrime per non farla arrestare

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Inventa una storia strappalacrime per non far arrestare la compagna evasa dai domiciliari dopo essere stati controllati allo sbarco di una nave. Il suo compagno, in un primo momento, aveva spiegato che la sua convivente, con cui ha un figlio di sei mesi, si era allontanata da casa per dissapori con la suocera e che lui l’aveva raggiunta dopo qualche giorno per convincerla a tornare a casa, magari per andare a Roma dai genitori di lei. In realtà, nonostante la presenza del figlio minore, i due si erano allontanati assieme, partendo con biglietto congiunto, ai primi di novembre, da Civitavecchia per Barcellona.
All’arrivo della “Ikarus Palace, proveniente da Tangeri (Marocco), con scalo intermedio a Barcellona, il personale della Polmare, oltre ad effettuare i controlli di frontiera sugli oltre 300 passeggeri provenienti da Tangeri, ha effettuato controlli a campione nei confronti dei cittadini provenienti da Barcellona che al momento dello sbarco seguono una via preferenziale non essendo previsti controlli di frontiera nei loro confronti così come statuito nel Trattato di Schengen.
In particolare, una coppia di passeggeri ha attratto l’attenzione dei poliziotti per la fretta con cui tentavano di allontanarsi cercando di evitare il controllo stesso. Gli stessi, fermati per l’identificazione, risultavano essere cittadini slavi, anche se l’uomo, D.C., di anni 24, era nato a Pisa e residente in provincia di Pistoia, mentre la donna dichiarava di essere cittadina romena, M.C. di anni 23.  L’attenzione degli agenti è stata attratta dalla carta d’identità rumena fornita dalla giovane che mostrava da subito evidenti segni di falsità, non corrispondendo, alle carte d’identità originali.
Accompagnati in Ufficio, emergeva quasi subito che la stessa giovane risultava chiamarsi N.R., di anni 19, convivente dell’uomo con cui viaggiava e residente in provincia di Pistoia, luogo da cui si era allontanata, nel mese di novembre, evadendo dagli arresti domiciliari. A seguito dell’evasione, l’Autorità Giudiziaria aveva trasformato gli “arresti domiciliari” in “custodia cautelare in carcere”, motivo per cui la donna risultava ricercata.  Alla fine N.R. è stata arrestata e trasferiva al carcere di Empoli, mentre il  compagno è stato indagato, a piede libero, per il reato di procurata evasione, nonché per il reato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Sono in corso contatti con la polizia spagnola per verificare i motivi della permanenza della coppia a Barcellona.

 

 

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