Il questore D’Anna si presenta e punta sulla sicurezza. “Serve collaborazione tra cittadini e polizia”

di gniccolini

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Sicurezza partecipata e collaborazione tra polizia e cittadini. Sono questi due punti chiave su cui punterà il nuovo questore Orazio D’Anna, 55 anni, appena approdato in via Fiume per dirigere la polizia della nostra città. A Livorno da appena 24 ore, ma già con le idee chiare in testa. “Livorno, che ho frequentato soltanto di passaggio e da turista promettendomi un giorno di approfondirne la conoscenza, me l’hanno descritta e l’ho subito percepita  come una realtà interessante – spiega il nuovo questore alla stampa cittadina – Sicuramente ricca di problematiche ma anche di tematiche positive. Quello che mi appresto a dirigere è un territorio vasto, una realtà che coniuga in sé aspetti tipici degli agglomerati urbani con aspetti tipici delle realtà aperte caratteristiche della bella provincia italiana”.
Le linee guida del questore D’Anna  – Il nuovo questore spiega subito le sue linee di indirizzo e come intenderà affrontare il suo mandato. “L’attenzione al territorio da parte di un organismo come la questura – continua D’Anna – va modulata tenendo conto dei diversi contesti e cercando di mantenere una sintonia per lo più perfetta con quelle che sono le tradizioni i modi di vivere delle varie comunità, alla costante ricerca dei migliori risultati per ciò che concerne la missione che l’Istituzione Polizia di Stato è chiamata a svolgere, e cioè il mantenimento della serena convivenza attraverso la salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
Ordine e sicurezza – ” Due fattori, quello dell’ordine e della sicurezza – dice il nuovo questore-  che non sono patrimonio esclusivo delle forze di polizia, intese in senso lato, perché è del tutto evidente che un’azione in questo senso vada impostata con la massima collaborazione tra polizie di stato, arma dei carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale, polizia penitenziaria, sotto il coordinamento della prefettura e con la collaborazione con tutte le altre componenti della pubblica amministrazione sia quelle più affini, quali le forze armate, la guardia costiera, la capitaneria di porto sia le altre amministrazioni rappresentative sul territorio degli interessi corrispondenti a quelli dei Ministeri Centrali”.
Collaborazione e bene comune – “Un fattore che io ritengo determinante – sottolinea D’Anna – è quello costituito dalla collaborazione di tutti i cittadini. A mio giudizio la sicurezza infatti è un bene comune, e una sicurezza in forma partecipata è sicuramente l’arma vincente per contrastare fenomeni criminosi o criminogeni che caratterizzano ogni territorio.  In questa chiave offro la massima disponibilità a tutte le componenti della società civile e mi aspetto ogni utile contributo a quello che ritengo essere una causa comune. In una città come questa poi, che fa da provincia di cerniera con mare e porti, un occhi di riguardo sarà sicuramente dato anche alla sicurezza internazionale”.
A breve una scaletta con le priorità – “Sono arrivato in città da meno di 24 ore – dice il questore – e ho preso visione di quello che ho potuto in questo brevissimo tempo. Gli aspetti organizzativi e tematiche esterne le affronterò in questi primissimi giorni. Quello che trovo è sicuramente  un apparato già in condizioni di affrontare la realtà con le sue forze come è già stato fatto in passato, e posso contare su un corpo ben attrezzato e preparato. A breve creerò una scaletta delle priorità da affrontare. Cardona? Si ci siamo sentiti e ci conosciamo molto bene. Ci siamo confrontati scambiandoci le nostre conoscenze ma c’è sempre una sfera di autonomia all’interno della quale ognuno è chiamato a muoversi. A breve incontrerò le Istituzioni cittadine dunque, i rappresentanti delle comunità religiose presenti a Livorno e visiterà le varie aree della provincia e i suoi commissariati”.
La carriera di Orazio D’Anna – “Vengo da Milano come mia principale sede di permanenza – spiega il nuovo Questore- Sono originario di  Acireale e mi sono laureato all’università di Catania. Ho frequentato il primo corso per vice commissari (69esimo corso), dopo la riforma della  Polizia  all’Istituto Superiore di Polizia a Roma nel 1985. Nel 1986 sono approdato al reparto mobile di Milano e sul finire di quell’anno alla questura del capoluogo lombardo.
Ho ricoperto incarichi principalmente relativi all’ufficio di ordine pubblico e diretto diversi commissariati sezionali nella città di Milano ottenendo anche la vice dirigenza della Digos, La sequenza dei miei incarichi è stata la seguente: ho diretto il commissariato Mosocco, oggi Quarto Giaro, quartiere periferico ricco di problematiche. Sono stato vice dirigente della Digos per tre anni, dopo al commissariato Greco Turro e  promosso primo dirigente nel 2002. Da lì sono stato poi riassegnato alla sede milanese con incarico di dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia. Nel 2006 mi è stata affidata la direzione del commissariato Centro di Milano. Nel 2007  sono quindi stato chiamato a svolgere le funzioni di vice questore vicario nella questura di  Milano, incarico che ho mantenuto fino al mese di giugno del 2011 quando ho avuto la promozione a dirigente superiore. Dopodiché da luglio 2011 ad aprile 2013 sono stato questore della provincia di Chieti. Da maggio del 2013 a ieri infine questore della provincia di Ferrara. E da oggi eccomi qua a Livorno”.

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